{"id":216,"date":"2017-05-17T09:16:09","date_gmt":"2017-05-17T07:16:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rosaannavillani.it\/blog\/?p=216"},"modified":"2020-05-01T12:01:55","modified_gmt":"2020-05-01T10:01:55","slug":"la-rabbia-come-reagire-in-modo-efficace","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rosaannavillani.it\/blog\/archives\/216","title":{"rendered":"La rabbia: come reagire in modo efficace"},"content":{"rendered":"<p align=\"justify\">La rabbia \u00e8 una emozione primitiva, fondamentale con una specifica origine funzionale,<i> <\/i>essa pu\u00f2 essere osservata sia in bambini molto piccoli che in specie animali diverse dell&#8217;uomo.<a href=\"https:\/\/www.rosaannavillani.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/munch-lurlo-copertina.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-217\" src=\"https:\/\/www.rosaannavillani.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/munch-lurlo-copertina-300x203.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"203\" srcset=\"https:\/\/www.rosaannavillani.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/munch-lurlo-copertina-300x203.jpg 300w, https:\/\/www.rosaannavillani.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/munch-lurlo-copertina.jpg 617w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\">Insieme alla gioia e al dolore, la rabbia \u00e8 una tra le emozioni pi\u00f9 precoci.<\/p>\n<p align=\"justify\">Si usano moltissimi termini linguistici per riferirsi a questa reazione emotiva: collera, esasperazione, furore ed ira per rappresentare lo stato emotivo intenso della rabbia; altri per esprimere la stessa emozione ma di intensit\u00e0 minore, come: irritazione, fastidio, impazienza.<\/p>\n<p align=\"justify\">Per la maggior parte delle teorie la rabbia rappresenta la tipica reazione alla frustrazione e alla costrizione, sia fisica che psicologica.<\/p>\n<p align=\"justify\">Ancor pi\u00f9 delle circostanze concrete del danno, quello che pi\u00f9 pesa nell&#8217;attivare una emozione di rabbia sembra cio\u00e8 essere la volont\u00e0 che si attribuisce all&#8217;altro di ferire e l&#8217;eventuale possibilit\u00e0 di evitare l&#8217;evento o situazione frustrante.<\/p>\n<p align=\"justify\"><b>Ci si arrabbia quando qualcosa o qualcuno si oppone alla realizzazione di un nostro bisogno, soprattutto quando viene percepita l&#8217;intenzionalit\u00e0 di ostacolare l&#8217;appagamento.<\/b><\/p>\n<p align=\"justify\">La cultura e le regole sociali a volte impediscono di dirigere la manifestazione e l&#8217;azione direttamente verso l&#8217;agente che scatena la rabbia, spesso si assiste ad una inibizione dell&#8217;azione di aggressione e addirittura al mascheramento dei segnali della rabbia verso l&#8217;oggetto frustrante.<\/p>\n<p align=\"justify\">Quando la rabbia non viene rivolta verso l&#8217;oggetto che provoca la frustrazione, potrebbe essere spostata verso un oggetto diverso oppure diretta verso se stessi, trasformandosi in <b>autolesionismo<\/b> ed auto aggressione.<\/p>\n<p align=\"justify\">Per quanto possano essere forti le pressioni contro la manifestazione della rabbia, essa possiede una tipica espressione facciale, ben riconoscibile in tutte le culture studiate. L&#8217;aggrottare violento della fronte e delle sopracciglia e lo scoprire e digrignare i denti, rappresentano le modificazioni sintomatiche del viso che meglio esprimono l&#8217;emozione della rabbia. Tutta la muscolatura del corpo pu\u00f2 estendersi fino all&#8217;immobilit\u00e0.<\/p>\n<p align=\"justify\">Le sensazioni soggettive pi\u00f9 frequenti possono essere: la paura di perdere il controllo, l&#8217;irrigidimento della muscolatura, l&#8217;irrequietezza ed il calore. La voce si fa pi\u00f9 intensa, il tono sibilante, stridulo e minaccioso. L&#8217;organismo si prepara all&#8217;azione, all&#8217;attacco e all&#8217;aggressione. Le variazioni psicofisiologiche sono quelle tipiche di una forte attivazione del sistema nervoso autonomo simpatico, ossia: accelerazione del battito cardiaco, aumento della pressione arteriosa e dell&#8217;irrorazione dei vasi sanguigni periferici, aumento della tensione muscolare e della sudorazione. Gli studi sugli effetti dell&#8217;inibizione delle manifestazioni aggressive sembrano indicare che chi non esprime in alcun modo i propri sentimenti di rabbia tende a viverli per un tempo pi\u00f9 lungo.<\/p>\n<p align=\"justify\">Le modificazioni psicofisiologiche sono funzionali alla rimozione dell&#8217;oggetto frustrante. La rabbia \u00e8 sicuramente uno stato emotivo che aumenta nell&#8217;organismo il propellente energetico utilizzabile per passare alle vie di fatto, siano queste azioni oppure solo espressioni verbali.<\/p>\n<p align=\"justify\">La rimozione dell&#8217;ostacolo che si oppone alla realizzazione del bisogno pu\u00f2 avvenire sia attraverso l&#8217;induzione della paura e la conseguente fuga sia mediante un violento attacco.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<table style=\"height: 29px;\" width=\"381\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<colgroup>\n<col width=\"256*\" \/> <\/colgroup>\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"100%\"><a href=\"https:\/\/www.rosaannavillani.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/rabbia1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-219\" src=\"https:\/\/www.rosaannavillani.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/rabbia1-300x206.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"206\" srcset=\"https:\/\/www.rosaannavillani.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/rabbia1-300x206.jpg 300w, https:\/\/www.rosaannavillani.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/rabbia1.jpg 554w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\">I motivi alla base di un attacco di rabbia riguardano la frustrazione di attivit\u00e0 che erano connesse con l&#8217;immagine e la realizzazione di s\u00e9. Lo scopo della rabbia sembra rivolto a modificare un comportamento che non si ritiene adeguato.<\/p>\n<p align=\"justify\"><b>L&#8217;arrabbiarsi, motivando chiaramente le motivazioni dello scontento, sembra infatti essere una procedura per ottenere un utile cambiamento.<\/b><\/p>\n<p align=\"justify\">I social network, ci propinano una immensa quantit\u00e0 di cose per cui vale la pena di arrabbiarsi, e ci spingono subdolamente a pensare che reagire con una battuta pepata o cliccare ripetutamente mi piace sui commenti degli altri, sia di una qualche utilit\u00e0; essere arrabbiati tende a sostituire l\u2019azione: questa \u00e8 un\u2019esperienza emotiva che crea assuefazione e ci illude che stiamo facendo qualcosa, mentre in realt\u00e0 non \u00e8 altro che un diversivo.<\/p>\n<p align=\"justify\">Quando arrabbiarsi non porta mai a nulla, alla lunga subentra lo scoraggiamento.<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>Ci adattiamo al peggio: <\/strong>\u201cSe cerchiamo di mantenere quel livello febbrile di angoscia, paura e indignazione, il nostro cervello, per proteggerci, abbassa semplicemente il volume della rabbia e si adatta\u201d. Siamo indotti a pensare che l\u2019unico modo per opporci alla \u201cnormalizzazione\u201d di cose terrificanti sia rimanere costantemente infuriati. Se fremiamo dalla rabbia \u2013 ci dice la logica \u2013 non rischiamo di diventare acquiescenti.<\/p>\n<p align=\"justify\">Il guaio, secondo Curzer, \u00e8 che anche le emozioni si normalizzano (a causa dell\u2019ormai noto \u201c<a href=\"http:\/\/nautil.us\/blog\/the-loophole-in-the-hedonic-treadmill\">adattamento edonico<\/a>\u201d, per cui le cose nuove ed entusiasmanti a lungo andare ci sembrano banali, e certe situazioni terrificanti prima o poi non ci fanno pi\u00f9 soffrire). Perci\u00f2 non \u00e8 egoistico, anzi forse \u00e8 proprio nostro dovere, ogni tanto prendere le distanze dall\u2019orrore e continuare la nostra vita, specialmente nei suoi aspetti pi\u00f9 piacevoli. Chiamiamolo \u201cprenderci cura di noi stessi\u201d, se vi piace questa brutta espressione, ma \u00e8 anche un modo per evitare che le nostre emozioni si appiattiscano.<\/p>\n<p align=\"justify\"><a href=\"https:\/\/www.rosaannavillani.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/p005_0_7.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-218\" src=\"https:\/\/www.rosaannavillani.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/p005_0_7-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.rosaannavillani.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/p005_0_7-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.rosaannavillani.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/p005_0_7.jpg 625w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\">\u00c8 strano pensare che \u201cangoscia, paura e indignazione\u201d possano creare assuefazione: di solito riserviamo questo concetto a esperienze che, almeno all\u2019inizio, sono piacevoli. Ma come hanno sempre sostenuto i buddisti, l\u2019avversione e il desiderio sono due facce della stessa medaglia: sia che moriamo dalla voglia di qualcosa o che la detestiamo per qualche motivo, si tratta sempre di un\u2019ossessione.<\/p>\n<p align=\"justify\">Se vogliamo lanciare una campagna contro qualcuno o qualcosa, saremo molto pi\u00f9 efficaci se riusciamo a mantenere un certo distacco invece di lasciarci trascinare in un futile turbine di rabbia, che va unicamente a vantaggio dei nostri avversari. \u00c8 come rafforzare un muscolo. Potremmo chiamarlo addestramento alla resistenza.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La rabbia \u00e8 una emozione primitiva, fondamentale con una specifica origine funzionale, essa pu\u00f2 essere osservata sia in bambini molto piccoli che in specie animali diverse dell&#8217;uomo. Insieme alla gioia e al dolore, la rabbia \u00e8 una tra le emozioni pi\u00f9 precoci. 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