{"id":348,"date":"2018-03-21T11:00:07","date_gmt":"2018-03-21T10:00:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rosaannavillani.it\/wp\/?page_id=348"},"modified":"2018-06-15T12:04:20","modified_gmt":"2018-06-15T10:04:20","slug":"tematiche-cliniche","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.rosaannavillani.it\/wp\/tematiche-cliniche\/","title":{"rendered":"Tematiche Cliniche"},"content":{"rendered":"<h1 id=\"cima_\">Tematiche di Psicoterapia<\/h1>\n<p><a href=\"#ansia_\">ANSIA<\/a><br \/>\n<a href=\"#coppia_\">PROBLEMI DELLA COPPIA<\/a><br \/>\n<a href=\"#panico_\">ATTACCHI DI PANICO<\/a><br \/>\n<a href=\"#paura_\">PAURA E FOBIE<\/a><br \/>\n<a href=\"#autostima_\">AUTOSTIMA<\/a><br \/>\n<a href=\"#stress_\">STRESS<\/a><br \/>\n<a href=\"#depressione_\">DISTURBI DELL&#8217;UMORE: DEPRESSIONE<\/a><br \/>\n<a href=\"#disturbi_\">DISTURBI DI PERSONALIT\u00c0<\/a><br \/>\n<a href=\"#difficolta_\">DIFFICOLT\u00c0 RELAZIONALI ED AFFETTIVE<\/a><br \/>\n<a href=\"#lutto_\">LUTTO<\/a><br \/>\n<a href=\"#ossessioni_\">OSSESSIONI<\/a><br \/>\n<a href=\"#scuola_\">DIFFICOLT\u00c0 SCOLASTICHE<\/a><\/p>\n<h2 id=\"ansia_\" style=\"text-align: center; margin-bottom: 120px;\">***<\/h2>\n<h2>Ansia<\/h2>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-thumbnail wp-image-445\" src=\"https:\/\/www.rosaannavillani.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/nebbia-300x300.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.rosaannavillani.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/nebbia-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.rosaannavillani.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/nebbia-150x150.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sigmund Freud definiva l&#8217;ansia come un affetto dell&#8217;IO.<br \/>\nL&#8217;ansia \u00e8 un segnale che vuole venire a contatto con la nostra consapevolezza, con la nostra coscienza, per comunicarci qualcosa che non sempre siamo in grado di decifrare spontaneamente.<br \/>\nNormalmente funziona da richiamo per la nostra attenzione, ci mette in uno stato di attivazione nelle situazioni di pericolo, acutizza i nostri sensi con la funzione naturale di aiutarci a migliorare le prestazioni e a realizzare obbiettivi a volte indispensabili per la vita stessa.<br \/>\nEntro una certa soglia l&#8217;ansia migliora le prestazioni, tanto che si parla di ansia positiva o ansia di adattamento. Quando per\u00f2 si supera una certa soglia ovvero il meccanismo di risposta di adattamento continua a persistere anche in assenza di esposizione a situazioni ambientali ansiogene, si parla di un&#8217;ansia patologica, caratterizzata da uno stato permanente di tensione, che compromette le capacit\u00e0 operative e di giudizio, facendo precipitare le prestazioni del soggetto e accompagnandosi a sensazioni di disagio e sofferenza.<br \/>\nCi\u00f2 su cui ci si confronta e che assorbe sempre pi\u00f9 l&#8217;impegno dell&#8217;uomo moderno \u00e8 l&#8217;idea del successo legata al lavoro, al potere economico, al possesso di beni di consumo (casa, auto, abbigliamento, tecnologie domestiche, viaggi) che rischia con estrema facilit\u00e0 di essere estesa anche alla dimensione affettiva: famiglia, coppia, amici.<br \/>\nEntro quest&#8217;ottica i ritmi di vita crescono freneticamente, l&#8217;azione lascia poco spazio alla riflessione se non attraverso pensieri standardizzati del tipo: &#8220;devo impegnarmi di pi\u00f9&#8221;, &#8220;sto andando bene&#8221;, &#8220;sto andando male&#8221;, &#8220;non sono sufficientemente bravo&#8221;, &#8220;sono pi\u00f9 in bravo del mio collega&#8221;.<br \/>\nQuando questi diventano gli unici pensieri attorno a cui gira la nostra esistenza, ecco arrivare l&#8217;ansia, sottoforma di insinuante paura di perdere tutto. L&#8217;ansia di non farcela, di rimanere indietro, di venire tagliati fuori. Le preoccupazioni diventano ossessioni, fantasmi, oggetti interni persecutori, che ci invadono anche nei momenti e nelle situazioni inaspettate, ostacolando le attivit\u00e0 della vita quotidiana.<br \/>\nLa comparsa dell&#8217;ansia allora rappresenta il segnale interiore che ci spinge a fermarci a riflettere sul senso delle nostre azioni, dalle quali siamo stati evidentemente sovrastati. Al di l\u00e0 del livello delle nostre prestazioni e dei traguardi di vita raggiunti, l&#8217;ansia svolge comunque la sua funzione determinante: mette in discussione le nostre azioni automatizzate e ci obbliga al confronto con noi stessi.<br \/>\nL&#8217;ansia nasce in conseguenza a un modello culturale sia individuale che sociale del non volersi mai fermare a riflettere, perch\u00e9 fermarsi \u00e8 una perdita di tempo, un lusso che non possiamo concederci, perch\u00e9 chi si ferma \u00e8 perduto, perch\u00e9 noi dovremmo essere sempre al posto giusto nel momento giusto e sapere sempre cosa fare. L&#8217;ansia ci ricorda che tutte queste sono solo fantasie, false strategie, agiti emozionali, che ci danno solo l&#8217;illusione di essere padroni della nostra vita ma a lungo andare ci consumano dentro e ci impediscono di vivere in una dimensione di equilibrio e benessere.<br \/>\nL&#8217;ansia serve a disintegrare tale illusione, a spazzarla via e a metterci in condizione di fare una pausa, tirare un lungo respiro e confrontarci con noi stessi entro un contesto riorganizzato.<br \/>\nAllora potremmo realizzare di condurre una vita che non sentiamo pi\u00f9 nostra, che ci sembra sprecata; perch\u00e9 non siamo pi\u00f9 in grado di recuperarne il senso, perch\u00e9 non ci sentiamo pi\u00f9 utili; le nostre azioni potrebbero sembrare non pi\u00f9 necessarie e senza una meta, senza uno scopo chiaro e condiviso dalla nostra psiche.<br \/>\nL&#8217;ansia \u00e8 il segnale che ci stiamo sforzando di essere quello che in fondo non siamo.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><a href=\"#primary\"><br \/>\nTorna su<br \/>\n<\/a><\/p>\n<h2 id=\"coppia_\" style=\"text-align: center; margin-bottom: 120px;\">***<\/h2>\n<h2>Problemi della coppia<\/h2>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-thumbnail wp-image-436\" src=\"https:\/\/www.rosaannavillani.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/img20-300x300.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.rosaannavillani.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/img20-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.rosaannavillani.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/img20-150x150.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Discutere tra partner \u00e8 un avvenimento che si manifesta in ogni rapporto ed \u00e8 una fase o un momento normale al pari della quiete e della rilassatezza. Alcune volte, per\u00f2, pu\u00f2 accadere che la fiducia ed a volte addirittura il rispetto del partner, vengano a mancare e le persone comincino a vivere i problemi di coppia in una maniera del tutto diversa, entrando nel circolo vizioso di un &#8220;amore infelice&#8221;.<br \/>\nMalgrado la difficile situazione, confessare al partner che si sta considerando l&#8217;idea di troncare il rapporto \u00e8 uno dei momenti pi\u00f9 duri e spesso, a forza di essere rimandato, la storia viene portata avanti, con indicibili sofferenze. Ma quali sono i motivi?<br \/>\nLa paura di un futuro incerto o, ancora, quella di ferire i sentimenti del partner. D&#8217;altro canto a procrastinare la fine di un rapporto in cui sono presenti gravi problemi di coppia \u00e8 anche la pigrizia individuale e l&#8217;abitudine ad avere un compagno: piuttosto che tornare single ci si accontenta dell&#8217;infelicit\u00e0.<br \/>\nLa terapia di coppia per le difficolt\u00e0 coniugali: problemi di relazione, conflittualit\u00e0, crisi della coppia, difficolt\u00e0 nella sfera sessuale, ma anche nel caso di sintomi di tipo nevrotico o psicosomatico a carico di uno dei suoi membri.<br \/>\nIl lavoro del terapeuta \u00e8 volto a riconoscere il significato del disagio o del sintomo contestualizzandolo alla luce della fase del ciclo vitale in cui esso si manifesta, delle regole di relazione della coppia, della storia personale dei suoi membri e di quella delle loro famiglie d&#8217;origine.<br \/>\nMediante la relazione terapeutica, il terapeuta introduce gli elementi utili ad eliminare il disagio, a modificare le regole rigide e ripetitive che la coppia mette in atto, a riportare l&#8217;equilibrio precario in cui si trova la coppia ad uno pi\u00f9 funzionale ad essa, facendo leva sulle risorse e sulle potenzialit\u00e0 dei partner.<br \/>\nIn altri casi, quando le difficolt\u00e0 manifestate sono riferite alla separazione la terapia di coppia aiuta ad affrontarla in modo meno traumatico.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><a href=\"#primary\"><br \/>\nTorna su<br \/>\n<\/a><\/p>\n<h2 id=\"panico_\" style=\"text-align: center; margin-bottom: 120px;\">***<\/h2>\n<h2>Attacchi di panico<\/h2>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-thumbnail wp-image-458\" src=\"https:\/\/www.rosaannavillani.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/unsplash-300x300.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.rosaannavillani.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/unsplash-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.rosaannavillani.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/unsplash-150x150.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La caratteristica essenziale di un attacco di panico \u00e8 l&#8217;insorgenza improvvisa di intensa apprensione, paura o terrore nell&#8217;arco di un periodo circoscritto.<br \/>\nLa descrizione di un attacco di panico da parte di un paziente di ogni et\u00e0, segue un modello costante: &#8220;Mi sento morire?mi manca l&#8217;aria?il cuore batte all&#8217;impazzata?ho paura di perdere il controllo?chi non l&#8217;ha provato non pu\u00f2 capire quanto si soffra&#8221;. L&#8217;attacco di panico \u00e8 fondamentalmente la paura di aver paura, la paura di morire, la paura di impazzire. Chi ne soffre, tende ad associare e a spiegare il panico con il luogo e le condizioni in cui questo si verifica: &#8220;ero in macchina, da allora ho paura di guidare.. Le condizioni possono essere molto diverse tra loro, anche se spesso l&#8217;attacco di panico si manifesta quando il paziente si sente costretto in una certa situazione come un mezzo di trasporto, la metropolitana, l&#8217;aereo, la macchina, o situazioni che sembrano costringere in una posizione senza via di uscita come il cinema, un ingorgo o, al contrario, in ambienti aperti in cui ci si sente persi e senza punti di riferimento. Per il paziente, l&#8217;associazione dell&#8217;attacco di panico e l&#8217;ambiente in cui questo si manifesta, diventa quasi un fatto magico. Infatti, evitando il luogo o la situazione in cui si \u00e8 sentito male, egli cerca di controllare e di allontanare la paura della paura: &#8221; se evito di guidare, non mi accadr\u00e0 nulla, se non andr\u00f2 al cinema non prover\u00f2 ansia&#8221;.<br \/>\nLa difesa fobica, inizialmente, sembra funzionare in quanto la persona vive l&#8217;illusione di poter controllare il problema evitando alcune isolate situazioni. Purtroppo l&#8217;iniziale sollievo ha breve durata, infatti, progressivamente aumentano le situazioni &#8220;pericolose&#8221; fino a limitare in maniera significativa la vita della persona che pu\u00f2, in alcuni casi, giungere a chiudersi in casa per evitare incontri sociali. Tutto diventa difficile, anche le azioni pi\u00f9 semplici come recarsi al lavoro, incontrare gli amici, fare una passeggiata.<br \/>\nLa paura di avere paura, restringe il raggio d&#8217;azione fino ai minimi termini e anche se la persona si costringe ad uscire, lavorare, affrontare un viaggio, tutto \u00e8 vissuto con grande fatica ed angoscia rovinando il piacere di vivere la quotidianit\u00e0. Apparentemente il paziente partecipa ad una riunione di lavoro o guarda un film ma in realt\u00e0 \u00e8 immerso in un proprio mondo parallelo che solo lui conosce in cui si ripete mentalmente una serie di &#8220;mantra negativi&#8221; del tipo: &#8221; mi sento male, ho paura, mi scoppia il cuore, mi verr\u00e0 un infarto, appena termina il film torner\u00f2 subito a casa, dov&#8217;\u00e8 l&#8217;ospedale pi\u00f9 vicino, chi mi pu\u00f2 aiutare&#8221;. Se riesce a contenere l&#8217;ansia, la persona si sentir\u00e0 male ma cercher\u00e0 di nascondere la sua condizione, altrimenti l&#8217;angoscia lo prender\u00e0 alla gola e allora il mostro chiamato &#8220;paura di aver paura&#8221; lo costringer\u00e0 a lasciare la sala cinematografica o la riunione di lavoro. Apparentemente la persona in preda a questo tipo di angoscia, partecipa alla situazione che sta vivendo ma in realt\u00e0 \u00e8 separato dall&#8217;esterno da un vetro trasparente su cui scivolano le emozioni e le sensazioni come gocce d&#8217;acqua su una superficie impermeabile. Egli non ascolta nulla, non gli arriva il calore o la vivacit\u00e0 dell&#8217;ambiente esterno, \u00e8 solo, completamente isolato, anche se circondato da persone che provano affetto verso di lui ma non lo pu\u00f2 percepire in quanto saturo dei suoi mantra negativi.<br \/>\nL&#8217;aspetto fisico della persona in preda a questa angoscia senza nome, \u00e8 proprio quella di qualcuno che \u00e8 attanagliato da potenti artigli alla gola e si sente morire, impazzire, andare in pezzi. E&#8217; una sensazione tremenda ma anche innocua, \u00e8 proprio questo il paradosso, non c&#8217;\u00e8 nessun pericolo il paziente non morir\u00e0 e non sar\u00e0 aggredito da nessun mostro verde con gli artigli affilati. Il paradosso \u00e8 che non ci sono pericoli per la salute o per l&#8217;incolumit\u00e0 della persona, eppure questa soffre atrocemente come mai nella sua vita.<br \/>\nLa vittima dell&#8217;attacco di panico soffre dei propri pensieri e delle proprie fantasie, non \u00e8 colpa del caldo o del freddo, della presenza o dell&#8217;assenza fisica degli altri. Soffre dei propri pensieri senza parole che egli stesso non conosce e che non sospetta neanche di pensare. Raccogliendo la storia di questi pazienti, \u00e8 tipico come raccontino eventi, esperienze difficili e traumatiche della loro vita, con assoluta leggerezza come se non fossero fatti che li riguardino direttamente e spesso non riescono ad associare la situazione vissuta con l&#8217;attacco di panico. &#8220;Io ho sempre guidato, mi piace guidare, non avevo nessun pensiero&#8221;.<br \/>\nE&#8217; proprio l&#8217;assenza del pensiero che scatena l&#8217;attacco, il poter riconoscere l&#8217;emozione disturbante, pu\u00f2 diventare la chiave per liberare dalla paura del mostro verde. E&#8217; la stessa situazione di un bambino che ha paura del buio disteso nel suo lettino e vede allungarsi le ombre dei mobili della sua stanza e dei suoi stessi giocattoli, egli ha molta paura ma \u00e8 sufficiente la voce della mamma per tranquillizzarlo. La luce accanto al letto pu\u00f2 illuminare i mostri nascosti nell&#8217;ombra che scompaiono per magia al contatto con la luce. Anche il mostro verde della paura di aver paura, pu\u00f2 scomparire facendo luce, una luce che scalda e che consola e che accoglie il bambino spaventato che l&#8217;adulto nasconde dentro di se. E&#8217; la pretesa dell&#8217;adulto di controllare tutto, l&#8217;illusione di essere &#8220;duro&#8221; e &#8220;forte&#8221;, ossia senza emozioni, ad allontanarlo dal dialogo interno con il bambino che \u00e8 in lui e questo bambino rischia di sentirsi sempre pi\u00f9 solo e disperato se non viene accolto ed ascoltato. Chi soffre di attacchi di panico, vive in un mondo fobico, pieno di divieti, obblighi, percorsi gi\u00e0 fissati che vengono vissuti come immutabili. Ci si sente prigionieri di una realt\u00e0 che non piace e non appartiene ma di cui non si pu\u00f2 farne a meno perch\u00e9 altrimenti ci si sentirebbe persi e spaesati senza possibilit\u00e0 di ritrovarsi. Non si pu\u00f2 fare a meno della protezione della prigione ma questa \u00e8 intollerabile. I rapporti affettivi sono vissuti come invischianti ma assolutamente necessari per la sua stessa sopravvivenza. Un paradosso, che in quanto tale, \u00e8 irrisolvibile. Il conflitto non viene esplicitato con le parole ma vissuto sul piano somatico con l&#8217;attacco di panico che come un nostro verde, prende alla gola. Per fare luce \u00e8 necessario prima abbassare ogni luce. Fare buio, abituarsi al chiaroscuro, dare un nome alle ombre, avvicinare le paure dargli una forma, un oggetto, un luogo di incontro. Esplorare un paesaggio sconosciuto, un bosco buio dove ritrovare il bambino perduto con l&#8217;aiuto dello psicoterapeuta che mastica i pensieri, le emozioni e le sensazioni, traducendole ed offrendola all&#8217;adulto in preda al panico. Chi vive il panico, tende a percepire il mondo interno come concreto, il pensiero \u00e8 semplice e lineare, ci\u00f2 che si vede \u00e8 l&#8217;unica realt\u00e0. Le parole rappresentano il ponte che pu\u00f2 riavvicinare la persona alle sue emozioni e sensazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><a style=\"text-align: right;\" href=\"#primary\"><br \/>\nTorna su<br \/>\n<\/a><\/p>\n<h2 id=\"paura_\" style=\"text-align: center; margin-bottom: 120px;\">***<\/h2>\n<h2>Paura e Fobie<\/h2>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-thumbnail wp-image-439\" src=\"https:\/\/www.rosaannavillani.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/img23-300x300.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.rosaannavillani.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/img23-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.rosaannavillani.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/img23-150x150.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La fobia \u00e8 la paura marcata e persistente di un oggetto o di una situazione particolare, paura decisamente sproporzionata al pericolo che tale oggetto &#8211; o situazione &#8211; pu\u00f2 comportare.<br \/>\nLa persona riconosce che la paura \u00e8 eccessiva, e tuttavia \u00e8 disposta a fare notevoli sforzi pur di evitare ci\u00f2 che la provoca.<br \/>\nI sintomi sono talmente intensi da causare disagio o interferire con le normali attivit\u00e0 sociali e lavorative della persona.<br \/>\nLa fobia \u00e8 una paura marcata e persistente con caratteristiche peculiari:<br \/>\n* \u00e8 sproporzionata rispetto al reale pericolo dell&#8217;oggetto o della situazione;<br \/>\n* non pu\u00f2 essere controllata con spiegazioni razionali, dimostrazioni e ragionamenti;<br \/>\n* supera la capacit\u00e0 di controllo volontario che il soggetto \u00e8 in grado di mettere in atto;<br \/>\n* produce l&#8217;evitamento sistematico della situazione-stimolo temuta;<br \/>\n* permane per un periodo prolungato di tempo senza risolversi o attenuarsi;<br \/>\n* comporta un certo grado di disadattamento per l&#8217;interessato;<br \/>\n* l&#8217;individuo riconosce che la paura \u00e8 irragionevole e che non \u00e8 dovuta ad effettiva pericolosit\u00e0 dell&#8217;oggetto, attivit\u00e0 o situazione temuta.<br \/>\nLa fobia \u00e8 dunque una paura estrema, irrazionale e sproporzionata per qualcosa che non rappresenta una reale minaccia e con cui gli altri si confrontano senza particolari tormenti psicologici. Chi ne soffre, infatti, \u00e8 sopraffatto dal terrore all&#8217;idea di venire a contatto magari con un animale innocuo come un ragno o una lucertola, o di fronte alla prospettiva di compiere un&#8217;azione che lascia indifferenti la maggior parte delle persone, ad esempio, il claustrofobico non riesce a prendere l&#8217;ascensore o la metropolitana. Le persone che soffrono di fobie si rendono perfettamente conto dell&#8217;irrazionalit\u00e0 della propria paura, ma non possono controllarla.<br \/>\nL&#8217;ansia da fobia, o &#8220;fobica&#8221;, si esprime con sintomi fisiologici come tachicardia, vertigini, extrasistole, disturbi gastrici e urinari, nausea, diarrea, senso di soffocamento, rossore, sudorazione eccessiva, tremito e spossatezza. Con la paura si sta male e si desidera una cosa sola: fuggire! Scappare, \u00e8 una strategia di emergenza. La tendenza ad evitare tutte le situazioni o condizioni che possono essere associate alla paura, sebbene riduca sul momento gli effetti della fobia, in realt\u00e0 costituisce una micidiale trappola: ogni evitamento, infatti, conferma la pericolosit\u00e0 della situazione evitata e prepara l&#8217;evitamento successivo, ogni evitamento rinforza negativamente la paura. Tale spirale di progressivi evitamenti produce l&#8217;incremento, non solo della sfiducia nelle proprie risorse, ma anche della reazione fobica della persona, al punto da interferire significativamente con la normale routine dell&#8217;individuo, con il funzionamento lavorativo o scolastico oppure con le attivit\u00e0 o le relazioni sociali. Il disagio diviene cos\u00ec sempre pi\u00f9 limitante.<\/p>\n<h3>Tipi di fobie<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando si parla di fobie ci si riferisce in genere a: fobia dei cani, fobia dei gatti, fobia dei ragni, fobia degli spazi chiusi, fobia degli insetti, fobia dell&#8217;aereo, fobia del sangue, fobia delle iniezioni, ecc.<br \/>\nPi\u00f9 precisamente, esistono le fobie generalizzate (agorafobia e fobia sociale), fortemente invalidanti, e le comuni fobie specifiche, generalmente ben gestite dai soggetti evitando gli stimoli temuti, che si classificano cos\u00ec:<br \/>\n* Tipo animali. Fobia dei ragni (aracnofobia), fobia degli uccelli o fobia dei piccioni (ornitofobia), fobia degli insetti, fobia dei cani (cinofobia), fobia dei gatti (ailurofobia), fobia dei topi, ecc..<br \/>\n* Tipo ambiente naturale. Fobia dei temporali (brontofobia), fobia delle altezze (acrofobia), fobia del buio (scotofobia), fobia dell&#8217;acqua (idrofobia), ecc..<br \/>\n* Tipo sangue-iniezioni-ferite. Fobia del sangue (emofobia), fobia degli aghi, fobia delle siringhe, ecc.. In generale, se la paura viene provocata dalla vista di sangue o di una ferita o dal ricevere un&#8217;iniezione o altre procedure mediche invasive.<br \/>\n* Tipo situazionale. Nei casi in cui la paura \u00e8 provocata da una situazione specifica, come trasporti pubblici, tunnel, ponti, ascensori, volare (aviofobia), guidare, oppure luoghi chiusi (claustrofobia o agorafobia).<br \/>\n* Altro tipo. Nel caso in cui la paura \u00e8 scatenata da altri stimoli come: il timore o l&#8217;evitamento di situazioni che potrebbero portare a soffocare o contrarre una malattia ecc. Una forma particolare di fobia riguarda il proprio corpo o una parte di esso, che la persona vede come orrende, inguardabili, ripugnanti (dismorfofobia).<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><a href=\"#primary\"><br \/>\nTorna su<br \/>\n<\/a><\/p>\n<h2 id=\"autostima_\" style=\"text-align: center; margin-bottom: 120px;\">***<\/h2>\n<h2>Cos&#8217;\u00e8 l&#8217;autostima?<\/h2>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.rosaannavillani.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/img13-300x285.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"285\" class=\"alignright size-thumbnail wp-image-429\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;autostima \u00e8 definita come &#8220;la valutazione che una persona d\u00e0 di se stessa e applica a se stessa&#8221;. A seconda della percezione che ciascuno ha di s\u00e9, l&#8217;autostima pu\u00f2 tradursi in atteggiamenti negativi: con ansia, apprensione, senso di inadeguatezza, scarsa fiducia nelle proprie capacit\u00e0; o positivi: positivit\u00e0, apertura agli altri e alle situazioni, assertivit\u00e0. Indica infatti in che misura la persona si considera importante, capace e di valore.<br \/>\nRappresenta pertanto uno degli elementi fondamentali per la nostra salute mentale.<\/p>\n<h3>Come si sviluppa<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per lo sviluppo di una sana autostima assumono particolare rilevanza i primi anni dell&#8217;infanzia, in cui vengono poste le fondamenta per la costituzione del senso fondamentale di fiducia in s\u00e9 e negli altri. Il bambino sviluppa fiducia in se stesso sentendo che altri lo accettano e accettando egli stesso i suoi bisogni. Anche gli anni dello sviluppo successivi (ad esempio, l&#8217;adolescenza) sono significativi, per l&#8217;acquisizione dell&#8217;autonomia fisica e psicologica, necessaria per lo sviluppo di un senso di autocontrollo.<br \/>\nQuesto permette che si superino le inevitabili crisi della crescita senza che si verifichi la perdita dell&#8217;autostima in seguito agli insuccessi e alle inevitabili frustrazioni. Per tutto il ciclo di vita, la fiducia nelle proprie capacit\u00e0 favorisce le relazioni sociali e la possibilit\u00e0 di accesso ai propri sentimenti e pensieri intimi. Dunque, lo sviluppo dell&#8217;autostima \u00e8 un processo che dura per tutta la vita e il cui esito dipende dal superamento delle crisi naturali dello sviluppo. Il superamento di tali crisi \u00e8 naturalmente connesso al comportamento delle figure genitoriali che hanno una particolare influenza sulla percezione di un adeguato senso di s\u00e9, sull&#8217;autostima e sulla possibilit\u00e0 di costruire e mantenere soddisfacenti rapporti con gli altri.<\/p>\n<h3>Alta e bassa Autostima<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;autostima pu\u00f2 suddividersi in positiva e negativa. Se ci valorizziamo la nostra autostima sar\u00e0 alta altrimenti sperimenteremo quella che viene chiamata bassa autostima. Le persone con alta autostima non sono necessariamente pi\u00f9 dotate (intelligenti, competenti, attraenti) di quelle con bassa autostima. Quello che le distingue sono invece le loro convinzioni sulle proprie capacit\u00e0, il loro atteggiamento rispetto alle prove della vita, le loro reazioni ai successi e ai fallimenti, il loro comportamento sociale. La bassa autostima si pu\u00f2 manifestare attraverso due modalit\u00e0:<br \/>\n* sottovalutazione di s\u00e9: la persona tende a focalizzare l&#8217;attenzione sui propri errori e fallimenti, sui difetti e sulle opportunit\u00e0 mancate, piuttosto che sulle qualit\u00e0 e i successi.<br \/>\n* sopravvalutazione di s\u00e9: la persona vede solo i suoi pregi.<br \/>\nSia la persona che si sottovaluta, sia la persona con un atteggiamento arrogante hanno una bassa autostima, in quanto la persona che ha un sano amore per se stessa ammette con serenit\u00e0 sia i suoi pregi che i suoi limiti, cercando di migliorare. Avere una bassa stima di s\u00e9 pu\u00f2 rivelarsi uno svantaggio in tutte quelle circostanze in cui ci si deve presentare agli altri, ad esempio nel caso di un colloquio di lavoro o quando si entra in contatto con persone nuove che potrebbero diventare amici, colleghi, o anche partner. Inoltre, si \u00e8 anche visto che persone che dubitano del proprio valore sono anche pi\u00f9 propense a modificare il loro pensiero in funzione dell&#8217;ambiente in cui si trovano e dell&#8217;interlocutore che hanno davanti, e difficilmente si sbilanceranno, come invece fanno le persone con un&#8217;alta stima di s\u00e9, nell&#8217;affermare il proprio punto di vista. In questo senso, il rischio che corrono le persone con una bassa autostima \u00e8 quello di far prevalere il bisogno di essere accettati su un altro dei bisogni fondamentali dell&#8217;uomo che \u00e8 quello di realizzarsi, obiettivo che viene raggiunto anche attraverso l&#8217;esprimere con sicurezza il proprio punto di vista e il proprio valore.<\/p>\n<h3>Bassa Autostima e Amore<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcuni problemi di coppia possono essere riconducibili alla scarsa stima di s\u00e9 dei partner.<br \/>\nLa presenza di una bassa autostima pu\u00f2 portare gli individui a sviluppare una dipendenza affettiva nei confronti del partner che \u00e8 l&#8217;antitesi dell&#8217;amore verso s\u00e9.<br \/>\nLa dipendenza affettiva si caratterizza per la paura della solitudine unita ad un senso di incapacit\u00e0 ed insicurezza che pu\u00f2 portare perfino a mantenere relazioni dove si viene trattati male pur di non vivere l&#8217;angoscia dell&#8217;abbandono. Si prova panico ed ansia quando le circostanze esigono autonomia ed si ha l&#8217;intima convinzione di non essere all&#8217;altezza. Avendo orrore dell&#8217;aggressione e del conflitto il dipendente affettivo li evita accuratamente, mantenendo per\u00f2 un fondo di collera verso la persona a cui si \u00e8 &#8220;affidata&#8221;.<br \/>\nManca in queste persone la capacit\u00e0 di assumersi le responsabilit\u00e0: tendono infatti a lamentarsi in modo compulsivo, cercando di essere rassicurati invece di fare qualcosa per uscire da una situazione difficile.<br \/>\nIl dipendente affettivo presenta un terribile handicap, l&#8217;incapacit\u00e0 di essere felice, arginata solo da una stampella: l&#8217;altro. Dipende dall&#8217;altro per essere felice e, soprattutto, per essere amato. Diventa dipendente dall&#8217;altro per provare qualcosa e per esistere. Perde allora del tutto la sua autonomia e finisce con il vivere per procura. Il dipendente affettivo in coppia \u00e8 un adepto dell&#8217;amore simbiotico: sparisce progressivamente e diventa l&#8217;ombra dell&#8217;altro.<br \/>\nIl dipendente affettivo, nonostante sperimenti un&#8217;intensa sofferenza quando subisce un rifiuto e desideri essere accettato, assume atteggiamenti e si comporta in modo da respingere gli altri piuttosto di attrarli. Le persone con bassa autostima hanno un&#8217;enorme e spesso inappagato bisogno di amore e di intimit\u00e0, ma le persone che attraggono e da cui sono attratti spesso non sono di aiuto.<br \/>\nChi non ha amore a sufficienza per s\u00e8 non \u00e8 nemmeno in grado di nutrire i bisogni affettivi dell&#8217;altro. Cos\u00ec le aspettative reciproche non vengono soddisfatte e ci\u00f2 porta alla delusione, alla sfiducia nelle proprie capacit\u00e0 relazionali e nella possibilit\u00e0 di essere amati.<br \/>\nQuando si ha un buon livello di autostima si \u00e8 in grado di costruire relazioni nutrienti, essendo attratti da persone positive, aperte al cambiamento, capaci di dare e nello stesso tempo di ricevere.<\/p>\n<h3>Bassa Autostima e Vita Lavorativa<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli effetti dell&#8217;autostima si possono riscontrare anche nella propria vita lavorativa. Senza fiducia nella propria vita e qualit\u00e0 positive si pu\u00f2 essere ostacolati nella realizzazione creativa di s\u00e9. La scarsa autostima pu\u00f2 condurre a svolgere un lavoro poco interessante, a sottostare a costrizioni impegnative o a rinunciare a molte delle proprie originali aspirazioni; infatti, per le persone che si valorizzano poco, \u00e8 pi\u00f9 facile impegnarsi in queste scelte anche poco soddisfacenti, piuttosto che pensare di modificarle o addirittura di abbandonarle per una possibile nuova alternativa. In ogni caso, sebbene ci si provi a cautelare agendo il meno possibile e limitando i propri obiettivi, capita comunque a tutti di sbagliare, ma se questo non \u00e8 un dramma per le persone che hanno una buona opinione di se stesse, lo pu\u00f2 diventare per quelle che al contrario non sanno valorizzarsi a sufficienza. In effetti, mentre le persone con una buona autostima sono pi\u00f9 propense a relativizzare un insuccesso e ad impegnarsi in nuove imprese che le aiutano a dimenticare, le persone che hanno una scarsa stima di s\u00e9 faticano ad abbandonare i sentimenti di delusione e amarezza connessi allo sperimentare un insuccesso; anche le critiche sono affrontate in modo diverso: le persone con una bassa stima di s\u00e9 sono pi\u00f9 sensibili sia all&#8217;intensit\u00e0 del disagio provocato dalla critica, sia alla sua durata.<\/p>\n<h3>Bassa Autostima e Sintomi Psicologici<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">La scarsa stima di s\u00e9 \u00e8 spesso alla base della formazione di sintomi di vario tipo: Paure e Fobie Disturbi d&#8217;Ansia Depressione Disordini Alimentari Dipendenza Affettiva Stress Impegnarsi a cambiare e ad acquisire una maggiore stima di s\u00e9 appare pertanto fondamentale al fine di preservare la propria salute e sviluppare un&#8217;adeguata autorealizzazione. Svilluppo dell&#8217;Autostima e Psicoterapia L&#8217;autostima \u00e8 innanzitutto una scelta. E&#8217; sempre possibile intervenire per cambiare l&#8217;effetto negativo di una bassa autostima negli ambiti sociali, lavorativi o sentimentali. Per modificare la stima di s\u00e9 \u00e8 necessaria la volont\u00e0 di cambiare alcuni dei propri atteggiamenti e del proprio modo di affrontare la vita. Per cambiare il proprio rapporto con se stessi \u00e8 necessario cambiare opinione su di s\u00e9 e quindi \u00e8 essenziale imparare a conoscersi &#8211; diventando consapevoli dei propri limiti, dei propri bisogni ed esigenze e anche delle proprie capacit\u00e0 &#8211; e in secondo luogo &#8211; pur continuando a sforzarsi nel modificare ci\u00f2 che di noi pu\u00f2 essere reso migliore &#8211; bisogna riuscire ad accettarsi, evitando di pretendere da se stessi la perfezione. Il conseguimento di questo obiettivo potrebbe essere raggiunto intraprendendo un percorso di psicoterapia: pu\u00f2 infatti aiutare la persona a sviluppare, una maggiore fiducia nelle proprie capacit\u00e0 e una valutazione pi\u00f9 realistica di s\u00e9 e degli altri. Tramite i colloqui con lo psicoterapeuta si possono trovare dei modi differenti e pi\u00f9 funzionali di organizzare l&#8217;esperienza di s\u00e9 e degli altri, e incrementare quell&#8217;insieme di capacit\u00e0 che sono alla base di una adeguata stima di s\u00e9.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><a href=\"#primary\"><br \/>\nTorna su<br \/>\n<\/a><\/p>\n<h2 id=\"stress_\" style=\"text-align: center; margin-bottom: 120px;\">***<\/h2>\n<h2>Stress<\/h2>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-230\" src=\"https:\/\/www.rosaannavillani.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/t5.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"253\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo stress \u00e8 uno stato di maggiore attivazione dell&#8217;organismo rispetto alla norma, come risposta di adattamento a situazioni e contesti percepiti come problematici o pericolosi. A livello fisico \u00e8 sostenuto principalmente dagli ormoni adrenalina e cortisolo, prodotti dalle ghiandole surrenali. Lo stress pu\u00f2 essere acuto o cronico e il suo perdurare nel tempo pu\u00f2 portare a sintomi psicofisici e predisporre all&#8217;insorgenza di alcune malattie, tra cui in particolare quelle gastroenteriche e cardiovascolari.<br \/>\nLo stress \u00e8 costituito da uno stato di allerta che ha, almeno all&#8217;inizio, una funzione importante e salutare: il soggetto sente la presenza di pericoli, oggettivi o immaginari ma vissuti sempre come reali, che mettono a rischio il suo equilibrio psicoemotivo oppure di condizioni che richiedono una risposta immediata ed efficace. Di conseguenza si &#8220;allerta&#8221; per essere in grado di superarle queste situazioni. Tuttavia lo stress pu\u00f2 trasformarsi, da stato temporaneo di attivazione delle risorse, una condizione patologica di continua ansia o sovraffaticamento psichico del tutto slegata da una qualche funzione utile.<br \/>\nLo Stress rappresenta una intensa risposta psicofisica da parte di tutto l&#8217;organismo di fronte a richieste, sia mentali che fisiologiche, soggettivamente eccessive (questo in quanto la risposta di Stress dipende dalla personale valutazione interna rispetto allo specifico stimolo-situazione).<br \/>\nQuando arriva lo Stress si ha allora uno stato di &#8220;esaurimento psicofisico&#8221; dovuto ad una situazione di cambiamento, che ha reso necessario un grande dispendio adattivo, sia a livello fisico che psicologico.<br \/>\nPer quanto accennato la dinamica di Stress \u00e8 una reazione di adattamento dell&#8217;organismo a fattori di mutamento interno o esterno; essa inoltre pu\u00f2 essere &#8220;acuta&#8221;, nel caso in cui si verifichi in uno spazio temporale abbastanza limitato ed una sola volta, oppure &#8220;cronica&#8221;, cio\u00e8 quando essa si manifesta lungo un arco di tempo lungo ed in modo continuo.<br \/>\nE&#8217; bene per\u00f2 precisare che lo Stress pu\u00f2 anche risultare utile e funzionale per superare certe difficolt\u00e0 nel breve momento, in gergo questo tipo di Stress \u00e8 conosciuto come &#8220;Stress buono&#8221; e in psicologia viene definito &#8220;Eustress&#8221;; esso per\u00f2 pu\u00f2 ben presto divenire pericoloso e dannoso se eccessivamente prolungato nel tempo, in tal caso si definisce, sempre in modo gergale, &#8220;Stress cattivo&#8221; e secondo le teorie psicologiche &#8220;Distress&#8221;.<br \/>\nDunque lo Stress non va sempre e comunque considerato negativamente ed evitato, ma bens\u00ec considerato, se breve e non intenso, come elemento vitale e funzionale al miglioramento adattivo in senso biologico, mentale e caratteriale. Nei casi invece in cui esso risulta essere pesante e prolungato, inducendo forte menomazione in molte dinamiche interne ed esterne della persona, allora diviene una seria patologia dalla quale possono poi derivare molteplici altri disturbi psicofisici.<br \/>\nL&#8217;essere umano possiede a livello connaturato la capacit\u00e0 di adattarsi alle situazioni avverse, definite appunto &#8220;stressanti&#8221;, attraverso meccanismi psichici e fisiologici di reazione-azione che cercano di compensare e riequilibrare le normali e funzionali dinamiche biologiche e mentali.<br \/>\nQuando per\u00f2 i fattori di stress sono eccessivi e\/o troppo prolungati la persona esaurisce le riserve di energia utili per le reazioni di adattamento, recupero e riequilibrio, finendo per incappare in una serie di problematiche sia psichiche, che fisiche e gradualmente in veri e propri disturbi aventi sintomi gravemente disfunzionali nelle varie sfere vitali dell&#8217;individuo. In tal modo se lo Stress continua e si intensifica pu\u00f2 comportare la comparsa di veri e propri Disturbi da Stress o dell&#8217;Adattamento, contraddistinti da sintomi psicofisici negativi ed invalidanti per le molteplici aree fondamentali della vita della persona.<br \/>\nSi realizza cos\u00ec una sorta di processo stressogeno, definito anche come &#8220;Sindrome generale di adattamento&#8221;, nel quale le componenti psicologiche e fisiche attraversano tre fasi: 1. allarme-attivazione; 2. resistenza-adattamento; 3. esaurimento-comparsa di problemi psicofisici.<br \/>\nI Disturbi da Stress o dell&#8217;Adattamento, sono caratterizzati dallo sviluppo di sintomi psico-emotivi, comportamentali e fisici in risposta a specifici e ben identificabili fattori stressanti entro tre mesi dalla comparsa di questi ultimi. Proprio come suggerisce il loro nome, in tali Disturbi la persona non riesce ad &#8220;adattarsi&#8221; ai fattori di stress, finendo per accusare problemi e disturbi psicofisici.<br \/>\nI disagi che comportano divengono sempre pi\u00f9 intensi, disturbanti e compromettenti per le varie aree vitali dell&#8217;esistenza (es. sociale, lavorativa, familiare, affettiva, scolastica, etc.) e superano ben presto la normale e funzionale capacit\u00e0 di reazione allo stress insita in ogni individuo.<br \/>\nI Disturbi da Stress vengono solitamente classificati sulla base della tipologia predominante di sintomi presente; in tal modo si possono distinguere:<br \/>\n* disturbo da Stress con umore depresso<br \/>\n* disturbo da Stress con ansia<br \/>\n* disturbo da Stress con ansia e umore depresso<br \/>\n* disturbo da Stress con alterazione della condotta (dei comportamenti socialmente e moralmente normali)<br \/>\n* disturbo da Stress con alterazione dell&#8217;emotivit\u00e0 e della condotta<br \/>\nSolitamente eventi e\/o periodi pi\u00f9 o meno lunghi di Stress derivano da molteplici fattori (definiti anche &#8220;Agenti stressanti&#8221; o &#8220;Stressors&#8221;); ne sono degli esempi: ritmi sempre pi\u00f9 frenetici, contraccolpi o cambiamenti repentini nelle aree vitali principali (sociale, familiare, scolastica, lavorativa, relazionale, personale, etc.) come ad esempio la morte di un caro, il pensionamento, il divorzio, la perdita del lavoro, la fine di una storia d&#8217;amore o d&#8217;amicizia.<br \/>\nAltri fattori di Stress possono essere: inquinamento, dinamiche ambientali o stagionali (es. innalzamento o abbassamento della temperatura, cambiamenti del clima o passaggi da stagione a stagione, etc.), sollecitazioni psicofisiche prima e durante intense attivit\u00e0 fisiche e\/o psicologiche, sport a livello agonistico, mutamenti storici, politici, sociali, etc. eclatanti, forti pressioni lavorative o scolastiche (es. in concomitanza di prove e resoconti, come infatti spesso succede ad alcuni studenti alla fine dell&#8217;anno di scuola o di fronte a verifiche e compiti, oppure a certi lavoratori davanti a mansioni specifiche e pesanti). Possono risultare molto stressanti anche situazioni e cambiamenti positivi come ad esempio il matrimonio, la nascita di un figlio, una promozione, una novit\u00e0 felice, etc. e l&#8217;abuso di alcol, tabacco e\/o ulteriori sostanze psicoattive. Negli ultimi anni purtroppo la frequenza e l&#8217;intensit\u00e0 dei suddetti fattori stanno aumentando in esponenziale, con il risultato di rendere sempre pi\u00f9 difficile o molte volte impossibile il naturale adattamento psicofisico dell&#8217;organismo, in corrispondenza di situazioni stressanti.<br \/>\nNei Disturbi da Stress (o dell&#8217;Adattamento), a livello neurofisiologico, si assiste all&#8217;aumento o alla diminuzione-inibizione di certi ormoni (es. di certi Neurotrasmettitori come Dopamina, Noradrenalina o Serotonina) e di ulteriori sostanze cruciali per il buon funzionamento mentale e fisico ed il generale mantenimento della salute psichica ed organica.<br \/>\nIn breve la Serotonina regola e media l&#8217;orologio interno, la temperatura, ed il funzionamento di molteplici sistemi organici, la Noradrenalina regola invece le trasmissione nervosa, i livelli di energia, il tono ed i meccanismi di ulteriori organi, infine la Dopamina \u00e8 mediatrice di sostanze antidolore e responsabili del senso di piacere come ad esempio le Endorfine.<br \/>\nQuanto accennato fa ben capire quanto lo Stress eccessivo possa arrecare squilibri, problemi e patologie psicofisiche rappresentate da molteplici sintomi negativi e dannosi per il regolare funzionamento dei vari aspetti dell&#8217;esistenza della persona.<br \/>\nA livello fisiologico i Disturbi da Stress (o dell&#8217;Adattamento) provocano infatti anche affaticamento, rallentamento dei processi fisici, indebolimento, iperproduzione di ormoni androgeni (con aumento di problemi dermici e dei suoi annessi, come unghie o capelli), malfunzionamento tiroideo, ipersudorazione, inappetenza o iperfagia, battito cardiaco irregolare, sbalzi pressori, respiro corto, tosse, ulcera, acidit\u00e0 di stomaco (colite), stipsi, diarrea, dolori gastrointestinali, digestione difficile, crampi, contratture, blocchi, tensioni muscolari, cefalea.<br \/>\nA livello mentale i Disturbi da stress (o dell&#8217;Adattamento) inducono invece senso di stanchezza, spossatezza ed ottundimento, difficolt\u00e0 cognitive e rallentamento delle prestazioni neuropsichiche, depressione o umore altalenante, sonno disturbato, ansia, attacchi di panico, nervosimo, problemi sessuali (es. calo del desiderio, orgasmo problematico, eiaculazione precoce, etc.), irritabilit\u00e0 e aggressivit\u00e0, sintomi psicosomatici, tachicardia, vertigini, comportamenti alimentari compulsivi, agitazione, senso di tensione e di infelicit\u00e0 diffuse.<br \/>\nI Disturbi da Stress (o dell&#8217;Adattamento) possono inoltre comportare, nelle situazioni pi\u00f9 gravi e croniche, abuso di alcol e\/o altre sostanze psicoattive, idee e tentativi di suicidio, complicazioni anche serie di eventuali patologie fisiche preesistenti al loro esordio.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><a href=\"#primary\"><br \/>\nTorna su<br \/>\n<\/a><\/p>\n<h2 id=\"depressione_\" style=\"text-align: center; margin-bottom: 120px;\">***<\/h2>\n<h2>Cos&#8217;\u00e8 la Depressione<\/h2>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-220\" src=\"https:\/\/www.rosaannavillani.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/t6.jpg\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"600\" srcset=\"https:\/\/www.rosaannavillani.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/t6.jpg 900w, https:\/\/www.rosaannavillani.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/t6-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.rosaannavillani.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/t6-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.rosaannavillani.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/t6-768x768.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La depressione \u00e8 un disturbo dell&#8217;umore molto diffuso. Ne soffrono circa 15 persone su 100. Si calcola che su 6 neonati, almeno uno soffrir\u00e0 di depressione durante la sua vita. Il disturbo depressivo pu\u00f2 colpire chiunque a qualunque et\u00e0, ma \u00e8 pi\u00f9 frequente tra i 25 e i 44 anni di et\u00e0 ed \u00e8 due volte pi\u00f9 comune nelle donne adolescenti e adulte, mentre le bambine e i bambini sembrano soffrirne in egual misura.<br \/>\nTutti quanti abbiamo l&#8217;esperienza di una giornata storta, in cui siamo gi\u00f9 di corda, tristi, pi\u00f9 irritabili del solito e &#8220;ci sentiamo un po&#8217; depressi&#8221;. Molto probabilmente non si tratta di un disturbo depressivo, ma di un calo d&#8217;umore passeggero. La depressione clinica invece presenta molti altri sintomi e si prolunga nel tempo. Chi ne soffre ha un umore depresso per tutta la giornata per pi\u00f9 giorni di seguito e non riesce pi\u00f9 a provare interesse e piacere nelle attivit\u00e0 che prima lo interessavano e lo facevano stare bene. Si sente sempre gi\u00f9 e\/o irritabile, si sente stanco, ha pensieri negativi, e spesso sente la vita come dolorosa e senza senso (&#8220;dolore del vivere&#8221;).<br \/>\nL&#8217;episodio depressivo costituisce una delle esperienze peggiori che si possono avere nella vita. Ci si sente senza speranza, senza poteri n\u00e9 risorse, completamente impotenti difronte alla vita e alle persone. Mancano le energie per fare qualsiasi attivit\u00e0, fisica e mentale. E del resto niente sembra interessare pi\u00f9 n\u00e9 in grado di dare piacere. Si guarda la propria vita e tutto appare un fallimento, un susseguirsi di perdite di cui spesso ci si sente colpevoli. Oppure si \u00e8 convinti che la colpa sia degli altri, della vita, della sfortuna e ci si sente arrabbiati con tutto e tutti e si arriva a farsi terra bruciata intorno. L&#8217;isolamento \u00e8 cercato e sofferto, e appare inevitabile.<\/p>\n<h3>I sintomi della Depressione<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">I sintomi principali della depressione clinica sono l&#8217;umore depresso e\/o la perdita di piacere e interesse per quasi tutte le attivit\u00e0 che prima interessavano e davano piacere. Molto frequentemente si presentano l&#8217;anedonia (stanchezza, affaticamento, mancanza di energie) e la demotivazione. Oltre a questi sintomi, la persona depressa pu\u00f2 soffrire di un aumento o una diminuzione significative dell&#8217;appetito e quindi del peso corporeo senza essere a dieta; pu\u00f2 presentare rallentamento o agitazione motorie e disturbi del sonno (dorme di pi\u00f9 o di meno o si sveglia spesso durante la notte o non riesce ad addormentarsi o si sveglia precocemente); pu\u00f2 non riuscire a concentrarsi, mantenere l&#8217;attenzione e prendere decisioni. Il sintomo soggettivo prevalente \u00e8 la sensazione di essere inutile, negativo o continuamente colpevole che pu\u00f2 arrivare all&#8217;odio verso di s\u00e9; spesso sono presenti pensieri di morte o di suicidio, che possono andare da un vago senso di morte e desiderio di morire fino all&#8217;intenzione di farla finita con una vera e propria pianificazione e tentativi di suicidio.<br \/>\nLa caratteristica principale dei sintomi depressivi \u00e8 la pervasivit\u00e0: sono presenti tutti i giorni per quasi tutto il giorno per almeno 15 giorni.<\/p>\n<h3>Come si manifesta la Depressione<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">E&#8217; raro che una persona depressa abbia contemporaneamente tutti i sintomi riportati sopra, ma se soffre quotidianamente dei primi due sintomi su descritti e di almeno altri tre \u00e8 molto probabile che abbia un disturbo depressivo.<br \/>\nSpesso la depressione si associa ad altri disturbi, sia psicologici (frequentemente di ansia) sia medici. In questi casi la persona si deprime per il fatto di avere un disturbo psicologico o medico. 25 persone su 100 che soffrono di un disturbo organico, come il diabete, la cardiopatia, l&#8217;HIV, l&#8217;invalidit\u00e0 corporea fino ad arrivare ai casi di malattie terminali, si ammalano anche di depressione. Purtroppo la depressione pu\u00f2 portare ad un aggravamento ulteriore, dato che quando si \u00e8 depressi si ha difficolt\u00e0 a collaborare nella cura, perch\u00e9 ci si sente affaticati, sfiduciati, impotenti e si ha una scarsa fiducia di migliorare. Inoltre, la depressione pu\u00f2 complicare la cura anche per le conseguenze negative che pu\u00f2 avere sul sistema immunitario e sulla qualit\u00e0 di vita gi\u00e0 compromessa dalla malattia medica.<br \/>\nI sintomi depressivi possono alternarsi, e a volte presentarsi in contemporanea, a sintomi di eccitamento (euforia, irritazione, impulsivit\u00e0, loquacit\u00e0, pensieri veloci che si accavallano e a cui \u00e8 difficile stare dietro, sensazioni di grandiosit\u00e0, infinita potenzialit\u00e0 personale o convinzioni di essere perseguitati). In questo caso si tratta di episodi depressivi o misti all&#8217;interno di un disturbo bipolare dell&#8217;umore.<\/p>\n<h3>Decorso e conseguenze della Depressione<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">La depressione \u00e8 un disturbo spesso ricorrente e cronico. Chi si ammala di depressione pu\u00f2 facilmente soffrirne pi\u00f9 volte nell&#8217;arco della vita. Mentre nei primi episodi l&#8217;evento scatenante \u00e8 facilmente individuabile in un evento esterno che la persona valuta e sente come perdita importante e inaccettabile, nelle ricadute successive gli eventi scatenanti sono difficilmente individuabili perch\u00e9 spesso si tratta di eventi &#8220;interni&#8221; all&#8217;individuo come un normale abbassamento dell&#8217;umore, che per chi \u00e8 stato depresso gi\u00e0 diverse volte \u00e8 preoccupante e segnale di ricaduta.<br \/>\nIl disturbo depressivo pu\u00f2 portare a gravi compromissioni nella vita di chi ne soffre. Non si riesce pi\u00f9 a lavorare o a studiare, a iniziare e mantenere relazioni sociali e affettive, a provare piacere e interesse nelle attivit\u00e0. 15 persone su 100 che soffrono di depressione clinica grave muoiono per suicidio. Pi\u00f9 giovane \u00e8 la persona colpita, pi\u00f9 le compromissioni saranno gravide di conseguenze. Per esempio un adolescente depresso non riesce a studiare e ad avere relazioni, e quindi non riesce a costruire i mattoni su cui costruire il proprio futuro.<\/p>\n<h3>Le cause della Depressione<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come per altri disturbi psichiatrici non c&#8217;\u00e8 ancora una letteratura sufficientemente robusta e condivisa sulle cause del disturbo. Per spiegarle si fa di solito ricorso a modelli di tipo bio-psico-sociali. In generale, si pu\u00f2 dire che cause della malattia sono molteplici e diverse da persona a persona (ereditariet\u00e0, ambiente sociale, relazioni affettive precoci, avere un caregiver depresso, lutti familiari, problemi di lavoro, relazionali, etc.).<br \/>\nLe ricerche hanno scoperto due cause principali: il fattore biologico, per cui alcuni hanno una maggiore predisposizione genetica verso questa malattia; e il fattore psicologico, per cui le nostre esperienze (particolarmente quelle infantili) possono portare ad una maggiore vulnerabilit\u00e0 acquisita alla malattia.<br \/>\nLa vulnerabilit\u00e0 biologica e quella psicologica interagiscono tra di loro e non necessariamente portano allo sviluppo del disturbo. Una persona vulnerabile pu\u00f2 non ammalarsi mai di depressione, se non capita qualcosa in grado di scatenare il disturbo e se ha relazioni buone e supportive. Il fattore scatenante \u00e8 spesso qualche evento stressante o qualche tensione importante che turba la nostra vita e che \u00e8 valutata il termini di perdita importante e non accettabile.<br \/>\nQuindi si pu\u00f2 trattare di un evento negativo di perdita (un lutto, la fine di una relazione, la perdita del lavoro, etc.) oppure un evento positivo ma sempre valutato come perdita (la nascita di un figlio che &#8220;toglie libert\u00e0&#8221;, la laurea in cui si perde lo status di studente, etc.) o la mancanza di eventi positivi per i quali ci si \u00e8 impegnati tanto come per esempio una promozione. Mentre \u00e8 piuttosto semplice individuare la causa che ha scatenato un primo episodio depressivo, lo \u00e8 molto difficile quando gli episodi aumentano.<\/p>\n<h3>Come si cura la Depressione<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Psicoterapia ha mostrato scientificamente una buona efficacia sia sui sintomi acuti che sulla ricorrenza. A volte \u00e8 necessario associare farmaci antidepressivi o regolatori dell&#8217;umore, soprattutto nelle forme moderate-gravi.<br \/>\nNel corso della Psicoterapia la persona viene aiutata a prendere consapevolezza dei circoli viziosi che mantengono e aggravano la malattia e a liberarsene gradualmente attraverso la riattivarsi del comportamento e l&#8217;acquisizione di modalit\u00e0 di pensiero e di comportamento pi\u00f9 funzionali. Inoltre, dal momento che la depressione \u00e8 un disturbo ricorrente, la Psicoterapia prevede una particolare attenzione alla cura della vulnerabilit\u00e0 alla ricaduta.<br \/>\nLa psicoterapia nella depressione minore \u00e8 fondamentale per aiutare la persona a ritrovare le sue risorse. Innanzitutto il depresso cerca un luogo dove mettere la sofferenza e lo pu\u00f2 fare in terapia senza temere di essere &#8220;pesante&#8221; per chi lo ascolta. La vita \u00e8 fatta di continui riadattamenti. Chi non riesce ad adattarsi pu\u00f2 cadere in depressione, perch\u00e9 resta legato al passato, dove ci sono perdite e rimpianti. La psicoterapia aiuta a ricuperare il permesso di cambiare e di vivere una vita &#8220;imperfetta&#8221;.<br \/>\nLa psicoterapia nella depressione grave deve tener conto che il depresso \u00e8 molto angosciato, che la sua parte adulta \u00e8 sovrastata da idee grandiose pessimistiche, e che il suo comportamento assomiglia a quello di un bambino incapacitato. Pertanto l&#8217;atteggiamento del terapeuta \u00e8 di tipo genitoriale con accoglienza, sostegno e protezione. L&#8217;aiuto ha l&#8217;obiettivo di far accettare alla persona gli interventi necessari, siano essi i farmaci o anche un ricovero, di contenere il dolore perch\u00e9 non si senta solo; di proteggerlo da eventuali gesti lesivi o da comportamenti dannosi.<br \/>\nIn questa depressione la causa scatenante \u00e8 spesso una perdita, che acquista significato catastrofico: l&#8217;oggetto perduto aveva un enorme, se non assoluto, potere gratificante. Tale fragilit\u00e0 di &#8220;gratificazione autonoma&#8221; connota la personalit\u00e0 del depresso grave.<br \/>\nSolo quando la crisi depressiva \u00e8 migliorata e la persona si rende conto che il suo pensiero magico negativo era esagerato, il terapeuta pu\u00f2 aiutare a rafforzare il pensiero adulto, per migliorare l&#8217;autonomia. La persona si lascia allora il passato alle spalle e pu\u00f2 rimettersi in cammino.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><a href=\"#primary\"><br \/>\nTorna su<br \/>\n<\/a><\/p>\n<h2 id=\"disturbi_\" style=\"text-align: center; margin-bottom: 120px;\">***<\/h2>\n<h2>Disturbi di Personalit\u00e0<\/h2>\n<h4>I Disturbi di Personalit\u00e0 vengono raggruppati in tre Cluster (Insiemi):<\/h4>\n<h4>1. Cluster A: disturbi di personalit\u00e0 caratterizzati da condotte strane o eccentriche.<\/h4>\n<h4>2. Cluster B: comportamenti drammatici o eccentrici.<\/h4>\n<h4>3. Cluster C: condotte ansiose o inibite.<\/h4>\n<p style=\"text-align: justify;\">I Disturbi di Personalit\u00e0 costituiscono delle modalit\u00e0, relativamente inflessibili, di percepire, reagire e relazionarsi alle altre persone e agli eventi; tali modalit\u00e0 riducono pesantemente le possibilit\u00e0 del soggetto di avere rapporti sociali efficaci e soddisfacenti per s\u00e9 e per gli altri.<br \/>\nOgnuno di noi ha particolari e caratteristiche modalit\u00e0 di relazionarsi agli altri e agli eventi (tratti di personalit\u00e0). Ad esempio, le persone tendono a gestire le situazioni problematiche in un modo peculiare e consistente nel tempo e rispetto ai vari contesti esistenziali. Per esempio, alcune persone reagiscono a situazioni problematiche cercando aiuto e supporto; altri preferiscono fronteggiare le stessi situazioni difficoltose in totale autonomia. Alcuni individui minimizzano i problemi mentre altri li esagerano.<br \/>\nLe persone in grado di adattarsi efficacemente alle diverse situazioni della vita tendono ad assumere una modalit\u00e0 alternativa quando lo stile abituale risulta inefficace. Al contrario, gli individui con un Disturbo di Personalit\u00e0 sono rigidi e tendono a rispondere in modo inappropriato ai problemi della vita fino al punto che le relazioni con i propri familiari, gli amici e i colleghi di lavoro divengono difficoltosi, insoddisfacenti conflittuali o vengono sistematicamente evitati. Tali modalit\u00e0 disadattive appaiono generalmente in adolescenza o nella prima et\u00e0 adulta e tendono a rimanere stabili nel tempo. I Disturbi di Personalit\u00e0 si differenziano rispetto alla gravit\u00e0: sono generalmente lievi e raramente molto severi.<br \/>\nLa maggior parte delle persone con un Disturbo di Personalit\u00e0 risulta insoddisfatta e sofferente rispetto alla propria esistenza, inoltre, presenta numerosi problemi interpersonali sul lavoro o nelle situazioni sociali. Sono molto frequenti sintomi depressivi, ansia, abuso di sostanze o disturbi alimentari. I soggetti con un Disturbo di Personalit\u00e0 sono ignari che il loro pensiero o i propri modelli di comportamento sono inappropriati e disfunzionali: quindi, tendono a non cercare l&#8217;aiuto di uno specialista. Invece, possono essere segnalati ai servizi psichiatrici dai loro amici o dai membri della famiglia dal momento che il loro comportamento causa significative difficolt\u00e0 ad altre persone. Quando cercano aiuto autonomamente generalmente questo avviene a causa dei problemi quotidiani generati dal loro Disturbo di Personalit\u00e0, o a causa di sintomi disturbanti quali ad esempio: ansia, depressione o abuso di sostanze; in questi casi, comunque, tendono a ritenere che i loro problemi siano causati dalle altre persone o dalle circostanze della vita sulle quali non ritengono di avere controllo.<br \/>\nFino a poco tempo fa, si riteneva comunemente che il trattamento psicoterapico non risultasse efficace per il trattamento dei disturbi di personalit\u00e0. Tuttavia, alcune tipologie di psicoterapia, prima fra tutte quella cognitivo-comportamentale, sono risultate efficaci nell&#8217;aiutare le persone affette da questi disturbi.<\/p>\n<h3>Personalit\u00e0 Paranoide (cluster A)<\/h3>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.rosaannavillani.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/pianta-grassa-300x293.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"293\" class=\"alignright size-thumbnail wp-image-448\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le persone con un disturbo di personalit\u00e0 paranoide risultano sospettose e diffidenti nei confronti degli altri. Sulla base di poche o nessuna prova, sospettano che gli altri siano intenzionati a danneggiarli e, generalmente, trovano motivazioni ostili o malevole dietro le azioni altrui. A causa di ci\u00f2, gli individui con personalit\u00e0 paranoie possono attuare condotte che essi ritengono giuste rappresaglie ma che le altre persone reputano eccessive o ingiustificate. Questo comportamento conduce spesso al rifiuto da parte delle altre persone: tale conseguenza viene generalmente presa a conferma della percezione iniziale di ostilit\u00e0 e malevolenza altrui. I soggetti con personalit\u00e0 paranoide risultano generalmente fredde e distanti nei rapporti sociali.<br \/>\nQuesti individui intraprendono spesso azioni legali contro altre persone, soprattutto se si ritengono giustamente indignate. Generalmente non riconoscono il peso del proprio comportamento nelle genesi dei conflitti interpersonali nei quali si trovano di frequente implicati. Solitamente lavorano in condizioni di relativo isolamento sociale ma, nonostante ci\u00f2, possono essere altamente efficienti e coscienziosi.<\/p>\n<h3 style=\"clear: both; padding-top: 50px;\">Personalit\u00e0 Schizoide (cluster A)<\/h3>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.rosaannavillani.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/img15-300x300.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"300\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-431\" srcset=\"https:\/\/www.rosaannavillani.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/img15-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.rosaannavillani.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/img15-150x150.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le persone con una personalit\u00e0 schizoide sono introversive, ritirate e solitarie. Sono emozionalmente fredde e socialmente distanti. Generalmente sono concentrate sui propri pensieri e sentimenti e risultano intimoriti dalla prossimit\u00e0 e dall&#8217;intimit\u00e0 con altre persone. Sono poco comunicativi, si dedicano a sogni ad occhi aperti e preferiscono la speculazione teorica all&#8217;azione pratica.<\/p>\n<h3 style=\"clear: both; padding-top: 50px;\">Personalit\u00e0 Schizotipico (Cluster A)<\/h3>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.rosaannavillani.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/img19-300x300.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"300\" class=\"alignright size-thumbnail wp-image-435\" srcset=\"https:\/\/www.rosaannavillani.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/img19-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.rosaannavillani.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/img19-150x150.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I soggetti caratterizzati da una personalit\u00e0 schizotipica, similmente agli schizoidi, risultano socialmente ed emozionalmente distaccati. Inoltre, mostrano bizzarrie nel pensiero, nella percezione e nella comunicazione simili a quelle rintracciabili nella schizofrenia. Anche se la personalit\u00e0 schizotipica pu\u00f2 a volte precedere l&#8217;esordio della schizofrenia, la maggior parte degli adulti con questo disturbo di personalit\u00e0 non sviluppano schizofrenia.<br \/>\nAlcune persone con personalit\u00e0 schizotipica mostrano segni di pensiero magico che consiste nella convinzione che i propri pensieri o azioni possano controllare eventi e\/o altre persone senza agire direttamente su di loro. Per esempio, possono temere di danneggiare qualcuno soltanto facendo pensieri aggressivi. I soggetti con una personalit\u00e0 schizotipica possono anche presentare idee paranoidi.<\/p>\n<h3 style=\"clear: both; padding-top: 50px;\">Personalit\u00e0 Istrionica (Cluster B)<\/h3>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-210\" src=\"https:\/\/www.rosaannavillani.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/tt4.jpg\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"455\" srcset=\"https:\/\/www.rosaannavillani.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/tt4.jpg 400w, https:\/\/www.rosaannavillani.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/tt4-264x300.jpg 264w\" sizes=\"auto, (max-width: 400px) 100vw, 400px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le persone con un disturbo di personalit\u00e0 istrionica cerca sistematicamente l&#8217;attenzione altrui, risultano drammatici nell&#8217;espressione dei sentimenti ed eccessivamente emotivi e sono eccessivamente preoccupati per di come appaiono agli altri.Le loro modalit\u00e0 interpersonali vivaci ed espressive induco facilmente le altre persone a coinvolgersi emotivamente con questi soggetti ma i rapporti sono spesso superficiali e transitori. La loro espressione emotiva risulta spesso esagerata, infantile e indirizzata ad evocare compassione o attenzione (spesso erotica o sessuale) da parte degli altri.<br \/>\nI soggetti con una personalit\u00e0 istrionica sono proni a condotte sessualmente provocatorie o a sessualizzare interazioni non sessuali. Ad ogni modo, essi non desiderano realmente una relazione sessuale; piuttosto, il loro comportamento seduttivo esprime un intenso desiderio di essere dipendenti e protetti. Alcune persone con una personalit\u00e0 istrionica sono ipocondriache ed esagerano i problemi fisici per ottenere l&#8217;attenzione altrui.<\/p>\n<h3 style=\"clear: both; padding-top: 50px;\">Personalit\u00e0 Narcisistica (Cluster B)<\/h3>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-181\" src=\"https:\/\/www.rosaannavillani.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/tt5.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.rosaannavillani.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/tt5.jpg 495w, https:\/\/www.rosaannavillani.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/tt5-251x300.jpg 251w\" sizes=\"(max-width: 495px) 100vw, 495px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le persone con una personalit\u00e0 narcisistica sono caratterizzate da senso di superiorit\u00e0, esigenza di ammirazione e mancanza di empatia. Esprimono una credenza esagerata nel loro proprio valore o importanza, comunemente denominata &#8220;grandiosit\u00e0&#8221;. Possono essere estremamente sensibili ai fallimenti, alla sconfitta, o alla critica. Se incontrano un fallimento, a causa della loro elevata opinione di se stessi, possono facilmente manifestare estrema rabbia o depressione. Dal momento che si vedono superiori agli altri spesso pensano di essere ammirati o invidiati. Credono di essere autorizzati a soddisfare i propri bisogni senza attendere, per cui possono sfruttare gli altri, i cui bisogni e opinioni vengono ritenuti di scarso valore. Il loro comportamento risulta solitamente offensivo per gli altri, che li vedono come auto-centrati, arroganti o egoisti. Questo disturbo di personalit\u00e0 si presenta tipicamente in uomini d&#8217;azione, ma pu\u00f2 essere riscontrato anche in soggetti con scarsi successi.<\/p>\n<h3 style=\"clear: both; padding-top: 50px;\">Personalit\u00e0 Antisociale (Cluster B)<\/h3>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.rosaannavillani.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/acquerello-300x300.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"300\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-421\" srcset=\"https:\/\/www.rosaannavillani.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/acquerello-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.rosaannavillani.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/acquerello-150x150.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I soggetti con personalit\u00e0 antisociale (precedentemente denominata personalit\u00e0 psicopatica o sociopatica), la maggior parte dei quali sono maschi, mostrano sistematiche e croniche negligenze per i diritti e le sensibilit\u00e0 altrui. La disonest\u00e0 e la frode pervadono i loro rapporti sociali. Sfruttano gli altri per ottenere vantaggi materiali o soddisfazione personale (differiscono dai soggetti narcisisti, che sfruttano le altre persone reputando giustificate tali azioni in virt\u00f9 della loro presunta superiorit\u00e0). Tipicamente, la persone con una personalit\u00e0 antisociale sono impulsive ed irresponsabili. Tollerano male la frustrazione e, non di rado, sono ostili o violente.<br \/>\nSpesso non prevedono le conseguenze negative dei loro comportamenti antisociali e, malgrado i problemi o i danni che causano agli altri, non provano rimorso o colpa. Piuttosto, razionalizzano il loro comportamento o danno la colpa agli altri per ci\u00f2 che hanno fatto. La frustrazione e la punizione non risultano sufficienti a motivarli a modificare i loro comportamenti e tendono a non migliorare il loro giudizio o la disponibilit\u00e0 ad anticipare le conseguenze negative delle proprie azioni ma, piuttosto, tendono a confermare la propria visione fortemente insensibile del mondo.<br \/>\nLe persone con una personalit\u00e0 antisociale sono inclini all&#8217;alcolismo, all&#8217;abuso di sostanze, alle perversioni sessuali, alla promiscuit\u00e0 e, facilmente, finiscono in carcere. Molto spesso falliscono nel lavoro o cambiano spesso attivit\u00e0 in maniera imprevedibile e irresponsabile. Spesso hanno una storia familiare di comportamento antisociale, di abuso di sostanze, divorzi e abuso fisico. Da bambini, spesso sono stati trascurati emozionalmente e\/o fisicamente abusati. La gente con una personalit\u00e0 antisociale presentano una speranza di vita significativamente pi\u00f9 breve rispetto alla popolazione generale. Il disturbo tende a diminuire con l&#8217;et\u00e0.<\/p>\n<h3>Personalit\u00e0 Borderline (Cluster B)<\/h3>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-247\" src=\"https:\/\/www.rosaannavillani.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/tt7.jpg\" alt=\"\" width=\"284\" height=\"177\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Disturbo Borderline di Personalit\u00e0 (DBP) \u00e8 condizione che genera un significativo livello di instabilit\u00e0 emotiva ed \u00e8 caratterizzato da una immagine distorta di s\u00e9, da sensazioni di inutilit\u00e0 e dall&#8217;idea di essere fondamentalmente difettati. Il paziente oscilla rapidamente lungo intensi stati di rabbia, furia, dolore, vergogna, panico, terrore ed un feeling cronico di vuoto e solitudine. Si tratta di individui che si differenziano dagli altri sia per l&#8217;elevata impulsivit\u00e0, sia per una intollerabile condizione di dolore ed urgenza. Altra caratteristica \u00e8 la reattivit\u00e0 umorale, contraddistinta da passaggi repentini che possono realizzarsi anche nell&#8217;arco di una giornata tra uno stato dell&#8217;umore ad un altro, stati disforici e periodi di eutimia.<br \/>\nLa sintomatologia cognitiva si caratterizza per la presenza di stati mentali di natura non psicotica, come l&#8217;idea pervasiva di essere cattivi, le esperienze di dissociazione (depersonalizzazione e derealizzazione), la sospettosit\u00e0 e le idee di riferimento. Tuttavia, \u00e8 possibile la comparsa di sintomi quasi-psicotici o psicotici transitori e, a volte, illusioni ed allucinazioni reality-based.<br \/>\nL&#8217;impulsivit\u00e0 pu\u00f2 essere di due tipi: l&#8217;autodistruttivit\u00e0 (tentativi di suicidio, automutilazioni, tentativi di suicidio) e una forma pi\u00f9 generale di impulsivit\u00e0 (abuso di sostanze, disturbi alimentazione, scoppi verbali, guida spericolata).<br \/>\nLe relazioni sono intense ed instabili, accompagnate da una pervasiva e violenta paura dell&#8217;abbandono, che si esplicita negli strenui tentativi di non rimanere da solo. In questa direzione la qualit\u00e0 &#8220;tumultuosa&#8221; delle relazioni intime, caratterizzate da frequenti discussioni, ripetute rotture e sentimenti di fiducia\/disponibilit\u00e0\/idealizzazione dell&#8217;altro che si alternano a vissuti di dipendenza\/indegnit\u00e0\/svalutazione cui il paziente reagisce ricorrendo a strategie difensive che alimentano il rischio di una rottura relazionale.<\/p>\n<h3>Personalit\u00e0 Evitante (Cluster C)<\/h3>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.rosaannavillani.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/fiori-300x300.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"300\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-424\" srcset=\"https:\/\/www.rosaannavillani.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/fiori-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.rosaannavillani.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/fiori-150x150.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli individui con una personalit\u00e0 evitante sono eccessivamente sensibili al rifiuto e temono di istaurare nuovi rapporti o di esporsi a qualunque nuova attivit\u00e0. Presentano un forte desiderio di affetto e accettazione ma evitano i rapporti intimi e le situazioni sociali per timore di apparire inadeguati o di essere criticati. Diversamente dai soggetti schizoidi, soffrono esplicitamente per il loro isolamento e per l&#8217;incapacit\u00e0 di relazionarsi agli altri stando a proprio agio.<br \/>\nDiversamente dai soggetti borderline non rispondono al rifiuto con rabbia; invece, si ritirano e appaiono imbarazzate e timide. La personalit\u00e0 evitante \u00e8 simile alla fobia sociale generalizzata.<\/p>\n<h3 style=\"clear: both; padding-top: 50px;\">Personalit\u00e0 Dipendente (Cluster C)<\/h3>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.rosaannavillani.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/img16-300x300.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"300\" class=\"alignright size-thumbnail wp-image-432\" srcset=\"https:\/\/www.rosaannavillani.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/img16-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.rosaannavillani.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/img16-150x150.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le persone con disturbo dipendente di personalit\u00e0 delegano di solito le decisioni e le responsabilit\u00e0 importanti ad altre persone e consentono alle persone che si occupano di loro di prevaricare i propri bisogni. Presentano una bassa stima di s\u00e9 e appaiono molto insicure circa la propria capacit\u00e0 di prendersi cura di se stessi. Spesso denunciano una significativa incapacit\u00e0 a prendere decisioni e ritengono di non sapere cosa fare e come farlo.<br \/>\nQuesto comportamento \u00e8 parzialmente dovuto alla loro riluttanza ad esprimere le proprie opinioni per timore di offendere le persone delle quali hanno bisogno e, in parte, alla credenza che le altre sono pi\u00f9 capaci di loro. Le persone con altri disturbi di personalit\u00e0 hanno spesso tratti di personalit\u00e0 dipendente, ma le caratteristiche dipendenti sono solitamente celate dai tratti pi\u00f9 dominanti dell&#8217;altro disturbo. A volte le persone con una malattia prolungata o un handicap fisico sviluppano una personalit\u00e0 dipendente.<\/p>\n<h3>Personalit\u00e0 Ossessivo Compulsiva (Cluster C)<\/h3>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.rosaannavillani.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/img17-300x300.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"300\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-433\" srcset=\"https:\/\/www.rosaannavillani.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/img17-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.rosaannavillani.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/img17-150x150.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le persone con una personalit\u00e0 ossessivo-compulsiva sono preoccupate circa l&#8217;efficienza, il perfezionismo ed il controllo. Esse risultano affidabili, credibili, ordinate e metodiche, ma la loro inflessibilit\u00e0 le rende incapaci di adattarsi ai cambiamenti. A causa della loro prudenza hanno difficolt\u00e0 prendere decisioni perch\u00e9 temono di aver omesso di considerare tutti i pro e i contro delle opzioni da vagliare. Si assumono seriamente le proprie responsabilit\u00e0, ma a causa del fatto che non tollerano gli errori o le imperfezioni, hanno spesso difficolt\u00e0 a completare le attivit\u00e0 intraprese. Diversamente dal Disturbo d&#8217;Ansia Ossessivo-Compulsivo (si veda la sezione dedicata al Disturbo Ossessivo-Compulsivo), la personalit\u00e0 ossessivo-compulsiva non \u00e8 caratterizzata da pensieri ossessivi ripetuti e indesiderati e da condotte ritualistiche che il soggetto si sente costretto a compiere.<br \/>\nI soggetti con personalit\u00e0 ossessivo-compulsiva sono spesso uomini d&#8217;azione e di successo, in particolare in ambito scientifico o in altri campi intellettuali dove sono richiesti ordine ed attenzione ai particolari. Tuttavia, la loro responsabilit\u00e0 in eccesso li rende cos\u00ec ansiosi che possono godere raramente dei propri successi. Non sono a proprio agio a mostrare i propri sentimenti, nelle relazioni interpersonali e nelle situazioni dove non hanno controllo, devono affidarsi agli altri o che risultano scarsamente prevedibili.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><a href=\"#primary\"><br \/>\nTorna su<br \/>\n<\/a><\/p>\n<h2 id=\"difficolta_\" style=\"text-align: center; margin-bottom: 120px;\">***<\/h2>\n<h2>Difficolt\u00e0 Relazionali ed Affettive<\/h2>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-205\" src=\"https:\/\/www.rosaannavillani.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/t8.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" srcset=\"https:\/\/www.rosaannavillani.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/t8.jpg 1000w, https:\/\/www.rosaannavillani.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/t8-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.rosaannavillani.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/t8-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.rosaannavillani.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/t8-768x768.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le relazioni interpersonali possono apportare grande ricchezza e benessere nella nostra vita, ma talvolta possono essere fonte di intensa sofferenza e disagio. Il concetto di relazione rimanda a quello di comunicazione, quindi, generalmente possiamo affermare che i problemi relazionali riguardano anche il comunicare.<br \/>\nTutto ci\u00f2 che accade nei rapporti con gli altri &#8211; comprensioni e incomprensioni &#8211; viene regolato, infatti, dalla comunicazione. I problemi relazionali nascono e perdurano quando rimaniamo intrappolati in una rete discorsiva che ci blocca in situazioni a volte paradossali. Questo pu\u00f2 avvenire in qualsiasi contesto o situazione: nella coppia, in famiglia, nel lavoro, con gli amici, con noi stessi.<br \/>\nNon esiste un modo unico di &#8220;leggere&#8221; gli eventi, di interpretare le azioni e i gesti. Cos\u00ec una stessa situazione pu\u00f2 venire percepita dalle persone in modo molto diverso e questa diversit\u00e0 pu\u00f2 creare talvolta disagio e conflitti nelle relazioni interpersonali.<br \/>\nPer realizzare una comunicazione efficace dobbiamo capire come agisce il nostro interlocutore, cosa pensa, come percepisce la realt\u00e0; dobbiamo, sostanzialmente, &#8220;metterci nei suoi panni&#8221;. Da questo punto di vista, la qualit\u00e0 della relazione dipende, in gran parte, dallo sperimentare o meno comunicazioni in cui sentiamo che l&#8217;altro tenta di comprendere le nostre intenzioni e, reciprocamente, ci sentiamo interessati a comprendere le sue. Gran parte del lavoro della psicoterapia consiste proprio nel permettere alla persona di sperimentare la possibilit\u00e0, di sentirsi guardata, spesso per la prima volta, per ci\u00f2 che sente di essere e di poter guardare, reciprocamente, gli altri secondo i loro significati.<br \/>\nLe difficolt\u00e0 relazionali possono essere innescate da una moltitudine di situazioni e possono essere fonte di disagio se il problema non viene gestito in modo adeguato. Eventi di vita importanti come la perdita del lavoro o una malattia, problemi sessuali o infedelt\u00e0, difficolt\u00e0 a parlare di quello che si sta vivendo con il partner, possono portare ad un&#8217;interruzione della comunicazione e causare significative tensioni tanto da mettere a dura prova il rapporto, fino in alcuni casi, alla rottura. Quando, infatti, si \u00e8 troppo occupati a gestire le difficolt\u00e0 della vita quotidiana \u00e8 pi\u00f9 facile ignorarne gli effetti sul rapporto di coppia.<\/p>\n<h3>Vediamo quali sono le principali difficolt\u00e0 in una relazione:<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Lavoro<\/b>: differenze di ambizione e di carriera possono avere un grave impatto nei rapporti. Anche un&#8217;improvvisa perdita del lavoro pu\u00f2 aggiungere una tensione significativa in qualsiasi rapporto. Perdere il lavoro, infatti, \u00e8 una delle cose pi\u00f9 stressanti che possano accadere nella vita, si perde la principale fonte di reddito, le relazioni quotidiane, la struttura e, spesso, lo scopo della giornata. Alcune persone scelgono di ignorare come si sentono e poi esplodono con sentimenti di rabbia, shock, depressione o frustrazione quando la tensione inizia a sopraffarli. La mancanza di fiducia che ne consegue fa diventare ipersensibile sentendo che non gli viene dato sufficiente supporto o pensando che nessuno possa capire cosa sta vivendo e provando e pu\u00f2 portare gli altri a mettersi sulla difensiva.<br \/>\n<b>Infedelt\u00e0<\/b>: I dati circa l&#8217;infedelt\u00e0 coniugale e l&#8217;infedelt\u00e0 sessuale sono sempre pi\u00f9 in crescita e sono, a dir poco, impressionanti, alcuni recenti studi hanno dimostrato che circa il 45% delle donne e il 60% degli uomini sposati sono stati infedeli durante la loro relazione. La Nuova Enciclopedia Britannica dice che &#8220;l&#8217;adulterio sembra essere cos\u00ec universale e comune quanto il matrimonio&#8221;. L&#8217;infedelt\u00e0 pu\u00f2 variare da un errore di una notte ad un periodo lungo e pianificato. Ci\u00f2 che \u00e8 allarmante in queste statistiche, tuttavia, non sono i numeri, bens\u00ec, il forte impatto emotivo che l&#8217;infedelt\u00e0 coniugale ha sulla vita delle persone; basti pensare alla ferit\u00e0 che questo tipo di dolore comporta, le notti di insonnia e la confusione mentale, l&#8217;ansia e le depressioni coinvolte in queste percentuali. Anche quando tutto \u00e8 venuto a galla, inoltre, il coniuge pu\u00f2 sopravvivere al trauma, ma i danni al matrimonio, probabilmente, non saranno mai del tutto riparati. L&#8217;infedelt\u00e0 non significa per forza la fine del rapporto, ma pu\u00f2 avere sicuramente un doloroso impatto a breve e a lungo termine. Indubbiamente ci sono persone che sono infedeli per il brivido e l&#8217;eccitazione, ma ci sono altri casi in cui il partner vuole uscire da un rapporto faticoso e non riesce a comunicarlo apertamente. Certo, essere infedele non \u00e8 il modo migliore per dire al proprio partner che non si \u00e8 soddisfatti, ma pu\u00f2 essere il campanello d&#8217;allarme che c&#8217;\u00e8 qualcosa che non va nella relazione e che bisogna prendersene cura.<br \/>\n<b>Crisi di mezza et\u00e0<\/b>: la crisi di mezza et\u00e0 \u00e8 un momento di cambiamento e di riflessione che pu\u00f2 colpire sia gli uomini che le donne; le donne sperimentano la menopausa con cambiamenti fisiologici che possono alterare il loro aspetto, la libido e il loro stato emotivo, e gli uomini possono sperimentare una voglia di &#8220;tornare a sentirsi giovani&#8221;; entrambe queste reazioni possono causare problemi di relazione e nei casi pi\u00f9 gravi, la rottura del rapporto. Alcuni possono pensare che parte della loro infelicit\u00e0 nasce da un rapporto stanco, altri hanno vissuto una relazione infelice per il bene dei figli o per motivi finanziari che non sono pi\u00f9 rilevanti e decidono che \u00e8 arrivato il momento di cambiare. Sopravvivere a questa fase comporta una chiara visione delle proprie capacit\u00e0 personali per affrontare il cambiamento e il modo in cui con il partner si affrontano i cambiamenti insieme.<br \/>\n<b>Paura dell&#8217;intimit\u00e0<\/b>: paura della condizione nella quale potersi mostrare autentici e vulnerabili senza che questo costituisca una minaccia. Intimit\u00e0: Fiducia e cura reciproche sono le sue caratteristiche, quando c&#8217;\u00e8, la relazione diventa un rifugio sicuro per la coppia. Si condivide un profondo legame quando c&#8217;\u00e8 un livello di fiducia e una qualit\u00e0 della comunicazione tali da far sentire entrambi sicuri di poter condividere il proprio S\u00e9 profondo. L&#8217;intimit\u00e0 ci permette di sentirci accettati, rispettati, ammirati dal partner, anche se &#8211; o forse proprio perch\u00e9 &#8211; lei o lui conoscono i nostri pi\u00f9 reconditi timori, fallimenti e crucci. La paura dell&#8217;intimit\u00e0 invece svuota la coppia, scava distanza, ed \u00e8 il pi\u00f9 difficile dei nemici, perch\u00e9 per uscirne \u00e8 necessario il primo passo verso l&#8217;autorivelazione, ma questo ci spaventa in modo terribile. Nella coppia pu\u00f2 crearsi un problema di distanza emotiva e fisica che accresce i conflitti e le divergenze. La paura di sentirsi intrappolati e soffocati in un rapporto alimenta la distanza e l&#8217;evasione. Il baratro della paura dell&#8217;intimit\u00e0 si allarga poco per volta e quando te ne accorgi lo shock pu\u00f2 essere tremendo. Ma anche la costruzione di una nuova intimit\u00e0 richiede tempo e pazienza, si tratta di ricolmare quell&#8217;enorme scavo con una cucchiaiata al giorno. Per fortuna, sia nell&#8217;uno che nell&#8217;altro caso si tratta di una reazione a catena: mentre si allarga la distanza, i due partner spaventati dall&#8217;intimit\u00e0 si sentono sempre peggio, mentre quelli che lavorano per riavvicinarsi nell&#8217;intimit\u00e0 si sentono ogni giorno un po&#8217; pi\u00f9 felici. Stare lontani dall&#8217;intimit\u00e0 per paura di esporsi a rischi terribili vuol dire gi\u00e0 cadere nel pi\u00f9 grande dei rischi: quello di arrivare alla fine della vita senza aver davvero provato a essere onesti con un altro essere umano.<br \/>\n<b>Paura del cambiamento<\/b>: &#8220;Non sono i pi\u00f9 forti della specie che sopravvivono, non i pi\u00f9 intelligenti, ma coloro che si adattano meglio al cambiamento&#8221; CHARLES DARWIN. Nella vita non ci sono certezze, n\u00e8 garanzie, ma se c&#8217;\u00e8 una costante che accomuna tutti noi \u00e8 il cambiamento. Tutto intorno a noi \u00e8 in continua mutazione: le persone, i sentimenti, i luoghi, la natura. Pur essendo un evento naturale, il cambiamento ci fa paura e a volte facciamo di tutto per evitarlo fino a quando \u00e8 la vita stessa che ci spinge all&#8217;improvviso in situazioni che non avevamo preventivato, lasciandoci spiazzati. Altre volte sentiamo la necessit\u00e0 di un cambiamento in una o pi\u00f9 aree della nostra vita, ma non sappiamo bene da dove cominciare. Se veramente vogliamo vivere una vita al meglio delle nostre possibilit\u00e0, \u00e8 necessario aprirsi al cambiamento e accoglierlo come un processo naturale che fa parte della nostra evoluzione. In molti casi si fanno i conti con la paura che il partner potrebbe cambiare, o all&#8217;inverso con la preoccupazione che potrebbe non farlo mai. \u00c8 sempre faticoso gestire un cambiamento, a maggior ragione quando questo comporta anche ripercussioni nella coppia e nella famiglia.<br \/>\n<b>Paura dell&#8217;abbandono<\/b>: La paura dell&#8217; abbandono \u00e8 uno dei timori che spesso affligge gran parte dei pazienti. Rappresenta una delle paure pi\u00f9 grandi di cui soffrono molte persone e crea diversi disagi nel momento in cui condiziona la vita affettiva e relazionale della persona. Consiste nel timore di rimanere soli, senza nessuno che possa prendersi cura dell&#8217;altro, nell&#8217;affrontare in solitudine tutte le diverse prove alle quali la vita ci espone. Si manifesta con la costante e incessante paura di poter perdere la persona con cui si condivide la quotidianit\u00e0, la persona amata e di conseguenza di rimanere privi di qualsiasi legame affettivo. Queste persone vivono con la costante convinzione che la persona pi\u00f9 cara possa lasciarli in qualsiasi momento. Sono talmente ossessionati da questa convinzione che si svegliano in piena notte in preda ad incubi in cui sognano di essere soli, vulnerabili e indifesi, esposti a qualunque rischio, visto che non c&#8217;\u00e8 nessuno pronto a prendersi cura di loro. Il pensiero pi\u00f9 profondo \u00e8 rappresentato dall&#8217;estrema convinzione che passeranno la loro vita in totale solitudine. Questa convinzione si traduce e si manifesta nelle relazioni affettive, esasperando le manifestazioni emotive pi\u00f9 semplici, mettendo in atto una serie di comportamenti che anzich\u00e9 portare all&#8217;avvicinamento della persona amata, inevitabilmente la allontanano. E&#8217; come se si fossero incastrati in una trappola dalla quale non esiste via d&#8217;uscita. Alcune persone non vogliono stare da sole, e sono terrorizzate al pensiero di essere respinte o abbandonate. Questo pu\u00f2 portarle a vivere situazioni di coppia frustranti pur di non essere lasciate o all&#8217;inverso a ricercare continuamente partner diversi che possano colmare il loro bisogno di vicinanza e di attenzione.<br \/>\n<b>Uscire dalla paura<\/b>: Per uscire da questa paura, una cosa fondamentale da fare \u00e8 imparare a stare bene da soli, con se stessi; diventare consapevoli del proprio disagio facendo emergere emozioni, sentimenti, pensieri e riflessioni rielaborandoli in modo funzionale e visualizzando sempre una alternativa alla situazione temuta. Solo cos\u00ec facendo \u00e8 possibile iniziare a costruire una parte di s\u00e9 nascosta, definita dall&#8217;altro. Quando si \u00e8 soli e si impara a convivere con questa paura, senza utilizzare comportamenti che possano evitare di affrontare la paura stessa, si diventa consapevoli di chi si \u00e8 e di cosa si vuole dalla vita. Chi ha problemi relazionali manifesta spesso anche bassa autostima e insicurezza, pu\u00f2 avere difficolt\u00e0 a trovare partner adeguati, a gestire relazioni sentimentali e affettive; in questi casi una psicoterapia pu\u00f2 essere molto utile per creare una situazione protetta in cui la persona pu\u00f2 familiarizzare con le sue paure e imparare a gestirle, sperimentandosi via via nei contesti esterni. Un sostegno psicologico \u00e8 indicato anche nei casi in cui la comunicazione con il partner sia molto logorata, o perch\u00e9 i conflitti sono molto aspri o perch\u00e9 si protraggono da molto tempo. L&#8217;obiettivo principale \u00e8 quello di ristabilire un clima di fiducia sia personale (nelle proprie competenze, capacit\u00e0 e risorse) sia di coppia, correggendo i comportamenti e gli atteggiamenti disfunzionali e prendendosi cura della relazione, trovando modi costruttivi di confronto. Un aspetto importante sar\u00e0 riconoscere che c&#8217;\u00e8 un problema, successivamente si potr\u00e0 capirne la causa e trovare gli strumenti e il sostegno per affrontarla ed andare avanti positivamente.<\/p>\n<h3>Il sostegno psicologico nei problemi relazionali: la dipendenza affettiva<\/h3>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignright size-large wp-image-175\" src=\"https:\/\/www.rosaannavillani.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/t81-1024x758.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" srcset=\"https:\/\/www.rosaannavillani.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/t81-1024x758.jpg 1024w, https:\/\/www.rosaannavillani.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/t81-300x222.jpg 300w, https:\/\/www.rosaannavillani.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/t81-768x568.jpg 768w, https:\/\/www.rosaannavillani.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/t81.jpg 1588w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;amore, rappresenta il bisogno e la capacit\u00e0 di trascendere noi stessi e, insieme ad un altro, creare una realt\u00e0 nuova. Talvolta, quando si altera l&#8217;equilibrio tra il dare e il ricevere, tra il proprio confine e lo spazio condiviso, l&#8217;amore pu\u00f2 trasformarsi, invece che in un&#8217;occasione di crescita e arricchimento, in una gabbia senza prospettive di fuga, con pareti fatte di dolore. Questo \u00e8 quello che succede quando si scivola nella dipendenza affettiva. La dipendenza affettiva \u00e8 una forma patologica di amore caratterizzata da assenza cronica di reciprocit\u00e0 nella vita affettiva, in cui l&#8217;individuo, &#8220;donatore d&#8217;amore&#8221; a senso unco, vede nel legame con un altra persona, spesso problematica o sfuggente, l&#8217;unico scopo della propria esistenza e il riempimento dei propri vuoti affettivi.<br \/>\nNon sempre la differenza tra amore e dipendenza affettiva \u00e8 netta. Pu\u00f2 addirittura accadere che i due fenomeni si confondano. La chiave di distinzione sta nel grado di autonomia dell&#8217;individuo e nella sua capacit\u00e0 di trovare un senso in se stesso. Diversamente da quanto comunemente si crede, l&#8217;amore nasce dall&#8217;incontro di due unit\u00e0, non di due met\u00e0. Solo per si percepisce nella sua completezza \u00e8 possibile donarsi senza annullarsi, senza perdersi nell&#8217;altro. Chi \u00e8 affetto da dipendenza affettiva, non essendo autonomo, non riesce a vivere l&#8217;amore nella sua profondit\u00e0 e intimit\u00e0. La paura dell&#8217;abbandono, della separazione, della solitudine generano un costante stato di tensione. La presenza dell&#8217;altro non \u00e8 pi\u00f9 una libera scelta ma \u00e8 vissuta come una questione di vita o di morte: senza l&#8217;altro non si ha la percezione di esistere. I propri bisogni e desideri individuali vengono negati e annullati in una relazione simbiotica.<br \/>\nLa dipendenza affettiva, diversamente da quanto a volte si manifesta all&#8217;evidenza, non \u00e8 un fenomeno che riguarda una sola persona, ma \u00e8 una dinamica a due. A volte il partner del &#8220;dipendente affettivo&#8221; \u00e8 un soggetto problematico, che maschera la propria dipendenza affettiva con una dipendenza da droga, alcol o gioco d&#8217;azzardo. In questo caso i problemi del compagno diventano la giustificazione per dedicarsi interamente all&#8217;altro bisognoso, non prendendosi il rischio di condurre un&#8217;esistenza per s\u00e9. Altre volte la persona amata \u00e8 rifiutante, sfuggente o irraggiungibile, per esempio sposata o non interessata alla relazione. In entrambi i casi quello che seduce \u00e8 la lotta: la dipendenza si alimenta del desiderio di essere amati proprio da chi non ci ricambia in modo soddisfacente, e cresce in proporzione al rifiuto, anzi se non ci fosse quest&#8217;ultimo, il presunto amore non durerebbe.<br \/>\nLa persona che ha una dipendenza affettiva di solito soffoca ogni desiderio e interesse individuale per occuparsi dell&#8217;altro ma inevitabilmente viene delusa e il suo amore prende la forma del risentimento. Allo stesso tempo non riesce ad interrompere la relazione, in virt\u00f9 di ci\u00f2 che definisce &#8220;amare troppo&#8221;, non rendendosi conto che questo comportamento distrugge l&#8217;amore che richiede invece autonomia e reciprocit\u00e0.<br \/>\nNella dipendenza affettiva, ci\u00f2 che viene sperimentato come amore diventa una droga. I sintomi della dipendenza sono gli stessi:<br \/>\n* ebbrezza: il soggetto prova una sensazione di piacere quando sta con il partner, che non riesce ad ottenere in altri modi e che gli \u00e8 indispensabile per stare bene;<br \/>\n* tolleranza: il soggetto cerca dosi di tempo sempre maggiori da dedicare al partner, riducendo sempre di pi\u00f9 il proprio tempo autonomo e i contatti con l&#8217;esterno;<br \/>\n* astinenza: il soggetto sente di esistere solo quando c&#8217;\u00e8 l&#8217;altro, la sua mancanza lo getta in uno stato di allarme. Pensare la propria vita senza l&#8217;altro \u00e8 inimmaginabile. L&#8217;altro \u00e8 visto come l&#8217;unica fonte di gratificazione, le attivit\u00e0 quotidiane sono trascurate, l&#8217;unica cosa importante \u00e8 il tempo trascorso con l&#8217;altro;<br \/>\n* incapacit\u00e0 di controllare il proprio comportamento: una riduzione di lucidit\u00e0 e capacit\u00e0 critica che crea vergogna e rimorso e che in taluni momenti viene sostituita da una temporanea lucidit\u00e0, cui segue un senso di prostrante sconfitta e una ricaduta nella dipendenza, che fa sentire pi\u00f9 imminenti di prima i propri bisogni legati all&#8217;altro. Questi processi si colorano di rabbia e senso di colpa.<br \/>\nInoltre, a differenza delle droghe, che sono pi\u00f9 facilmente disponibili, si pu\u00f2 generare una paura ossessiva di perdere la persona amata, espressa con gelosia e possessivit\u00e0, che si alimenta smisuratamente ad ogni piccolo segnale negativo che si percepisce. La posizione paradossale che caratterizza la dipendenza affettiva \u00e8: &#8220;non posso stare con te&#8221; (per il dolore in seguito a umiliazioni, maltrattamenti, tradimenti) &#8220;ne senza di te&#8221;, (per l&#8217;angoscia al solo pensiero di perderti). La dipendenza affettiva affonda le sue radici nel rapporto con i genitori durante l&#8217;infanzia. Le persone dipendenti da bambini hanno ricevuto il messaggio che non erano degni di essere amati o che i loro bisogni non erano importanti. Queste persone di solito provengono da famiglie in cui i bisogni emotivi sono stati trascurati in virt\u00f9 dei bisogni materiali. La crescita copre la ferita, ma la lascia insanata. Attraverso l&#8217;identificazione con il partner le persone dipendenti cercano di salvare se stessi e colmare le proprie carenze affettive.<br \/>\nNella vita di coppia si riattribuiscono, pi\u00f9 o meno inconsapevolmente, un ruolo simile a quello vissuto con i genitori, nel tentativo di cambiare il finale. L&#8217;assenza della possibilit\u00e0 di sperimentare una sensazione di sicurezza nell&#8217;infanzia genera il bisogno di controllare l&#8217;altro, nascosto dietro un&#8217;apparente tendenza all&#8217;aiuto. Il principale problema nella risoluzione delle dipendenze affettive \u00e8 l&#8217;ammissione di avere un problema. Esistono, infatti dei confini estremamente sottili tra ci\u00f2 che in una coppia \u00e8 normale e ci\u00f2 che diviene dipendenza. La difficolt\u00e0 nell&#8217;individuazione del problema risiede anche nei modelli distorti di amore che possono far ritenere determinati abusi e sacrifici di s\u00e9 come &#8220;normali&#8221;.<br \/>\nSpesso, paradossalmente, \u00e8 la &#8220;speranza&#8221; che fa sopravvivere il problema e che tende a cronicizzarlo: la speranza in un cambiamento impossibile, soprattutto in un contesto relazionale in cui si sono consolidati dei copioni da cui \u00e8 difficile uscire. Cos\u00ec, paradossalmente, l&#8217;inizio del cambiamento arriva quando si raggiunge il fondo e si sperimenta la disperazione, che rappresenta la possibilit\u00e0 di sotterrare le illusioni che hanno nutrito a lungo il rapporto patologico. E&#8217; questo il momento in cui si \u00e8 pi\u00f9 disposti a chiedere aiuto, e pu\u00f2 essere l&#8217;occasione per iniziare un percorso psicologico di cambiamento, finalizzato alla costruzione di legami sentimentali pi\u00f9 appaganti.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><a href=\"#primary\"><br \/>\nTorna su<br \/>\n<\/a><\/p>\n<h2 id=\"lutto_\" style=\"text-align: center; margin-bottom: 120px;\">***<\/h2>\n<h2>Lutto<\/h2>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-245\" src=\"https:\/\/www.rosaannavillani.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/t9.jpg\" alt=\"\" width=\"366\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il lutto \u00e8 uno stato emotivo inevitabile e necessario nella vita di ognuno di noi, legato prevalentemente alla morte di una persona molto importante. Il lutto si prova anche in occasione di importanti separazioni che riguardano diversi aspetti della nostra vita. Il lutto infatti pu\u00f2 essere legato alla morte di una persona, ad un allontanamento dai propri luoghi familiari, alla fine di un impegno importante o di un lavoro, alla fine di una possibilit\u00e0 di cambiamento, alla perdita del proprio ruolo sociale, ad un fallimento personale o lavorativo, alla nascita di un figlio malato, ecc. Superare il lutto \u00e8 talvolta un&#8217;esperienza molto difficile che in taluni casi, pu\u00f2 innescare sindromi depressive. Non bisogna per\u00f2 confondere la normale reazione ad un lutto, che presenta manifestazioni molto simili a quelle della depressione, con una vera malattia. Uno stato di depressione \u00e8 del tutto comprensibile nella fase di elaborazione del lutto, ma se questo persiste e getta la persona in una condizione di angoscia perenne da cui \u00e8 incapace ad uscire, allora \u00e8 bene che si affidi ad un aiuto che possa accompagnarlo nel difficile percorso della accettazione e superamento della perdita. Infatti, molte delle problematiche psicologiche che spingono una persona a cercare sostegno si rivelano essere legate proprio alla mancata elaborazione di un lutto &#8211; che sia una perdita reale o, simbolicamente, una perdita di qualcosa di fondamentale nella vita di una persona. La Kubler-Ross teorizza cinque fasi attraverso le quali passerebbe obbligatoriamente un individuo, non necessariamente in questa esatta sequenza, a seguito della perdita di una persona cara o dell&#8217;annuncio di un&#8217;imminente perdita. Negazione della realt\u00e0 e isolamento: si tratta di un meccanismo di difesa che ci permette di attenuare l&#8217;intensa fase iniziale del dolore. E&#8217; una risposta psicologica temporanea.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Rabbia<\/b><br \/>\nQuando gli effetti mascheranti della negazione della realt\u00e0 e dell&#8217;isolamento cominciano a svanire, la realt\u00e0 ed il relativo dolore riappaiono. Ma non si \u00e8 ancora pronti. L&#8217;emozione intensa \u00e8 deviata dall&#8217;oggetto del dolore e riorientata e si esprime come rabbia. Rabbia che si pu\u00f2 anche orientare verso il soggetto che ci ha provocato il dolore. A questo si pu\u00f2 aggiungere un senso di colpa per essere arrabbiati e questo non fa che alimentare la rabbia stessa. Auto recriminazioni: si incomincia poi una fase in cui si auto recrimina su azioni che si sarebbero potute compiere per evitare o ritardare il lutto. Se ci fossimo rivolti al medico prima, se avessimo richiesto l&#8217;intervento di altri specialisti, in altre strutture.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Depressione<\/b><br \/>\nDue tipi di depressione sono associati al dolore che provoca un lutto. Una depressione pi\u00f9 profonda ed una pi\u00f9 legata agli aspetti pratici che il lutto pu\u00f2 comportare. La durata di questa fase varia da alcune settimane e sei mesi. Le manifestazioni pi\u00f9 tipiche sono umore depresso, sentimenti di tristezza, inappetenza, crisi di pianto, agitazione e scarsa concentrazione. La maggior parte delle persone ha la sensazione che il defunto sia in qualche modo ancora presente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Accettazione<\/b><br \/>\nDopo la fase di depressione, i sintomi depressivi regrediscono e la persona tenta di tornare alla normalit\u00e0. La durata di questa fase \u00e8 variabile e non tutti riescono a raggiungerla.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa teoria, assieme ad altre meno conosciute che ugualmente individuano delle fasi di passaggio in cui dovrebbe fluttuare l&#8217;individuo, tende a generalizzare un quadro assai complesso che subentra nel caso di lutto. Di fondo vi \u00e8 il suggerimento &#8211; per chi lavora con persone che stanno attraversando un simile momento di difficolt\u00e0 e per le persone stesse in cerca di conforto e spiegazione &#8211; che se ci si blocca o non si attiva una di queste fasi, allora la persona in questione non sta elaborando adeguatamente e va aiutata in questo senso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma, seppure \u00e8 spesso riscontrabile il passaggio tra queste fasi a seguito della perdita o nel corso dell&#8217;annuncio di una perdita imminente di una persona cara, una delle critiche pi\u00f9 costanti e, a mio avviso, puntuali degli ultimi anni \u00e8 proprio quella di non rispettare n\u00e9 le diverse altre culture (che spesso affrontano ed elaborano la morte con tutt&#8217;altre modalit\u00e0), n\u00e9 la specificit\u00e0 dell&#8217;individuo stesso, che pu\u00f2 non necessariamente passare per una o pi\u00f9 di tali fasi, senza per questo riscontare una mancata elaborazione.<br \/>\nDunque, resta fondamentale accompagnare le persone in un momento cos\u00ec delicato, soprattutto coloro che chiedono aiuto o che sentono di non essere riusciti a passare oltre una perdita importante, con un occhio utile alle teorie ed uno ancora maggiore alle risorse personali della persona e alla sua cultura familiare e sociale, che pu\u00f2 portarlo ad accettare ed assimilare la morte in modi del tutto differenti eppure altrettanto funzionali. Non \u00e8 detto, ad esempio, che &#8220;piangere&#8221; o &#8220;deprimersi&#8221; sia un passaggio sempre obbligato, cos\u00ec come spesso accade che non si arrivi mai alla fase di accettazione, senza per questo che il lutto resti irrisolto e che si debba intervenire per paura di conseguenze o intoppi futuri nel benessere psicofisico della persona.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><a href=\"#primary\"><br \/>\nTorna su<br \/>\n<\/a><\/p>\n<h2 id=\"ossessioni_\" style=\"text-align: center; margin-bottom: 120px;\">***<\/h2>\n<h2>Ossessioni<\/h2>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.rosaannavillani.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/img21-300x300.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"300\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-437\" srcset=\"https:\/\/www.rosaannavillani.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/img21-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.rosaannavillani.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/img21-150x150.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le ossessioni sono idee, pensieri, impulsi o immagini che insorgono improvvisamente nella mente e che vengono percepiti come intrusivi (ovvero la persona ha la sensazione che &#8220;irrompano da soli&#8221; o che siano indipendenti dal flusso di pensieri che li precede), fastidiosi (ovvero la persona per il contenuto o per la frequenza sperimenta disagio) e privi di senso (ovvero la persona ha la sensazione che siano irrazionali, esagerati o comunque non giustificati o poco legati alla realt\u00e0 presente). Esempi di ossessioni sono pensieri come &#8220;Potrei infettarmi con il virus Hiv se tocco la porta del bagno della discoteca&#8221; o &#8220;Non devo pensare al nome delle persone a cui voglio bene in ospedale, altrimenti potrebbero ammalarsi&#8221;, &#8220;Se non controllo che tutti i file siano chiusi, qualcosa di brutto accadr\u00e0&#8221;, &#8221; Potrei dire qualcosa di brutto senza accorgermene&#8221;.<br \/>\nTali pensieri intrusivi sono ricorrenti (ovvero si ripresentano alla mente con frequenza) e\/o persistenti (ovvero occupano la mente in modo duraturo e continuo).<br \/>\nLa persona con Disturbo Ossessivo Compulsivo vive con sofferenza e disagio la presenza di questi pensieri. Tale disagio dipende diverse ragioni. Un primo problema \u00e8 direttamente connesso alla presenza costante e ripetuta nella mente delle ossessioni: gran parte della giornata, \u00e8 occupata da immagini, pensieri e\/o idee che non lasciano tregua e spazio per dedicarsi ad altro e lasciano a fine giornata il soggetto esausto.<br \/>\nLa seconda ragione di sofferenza riguarda proprio il contenuto delle ossessioni: le idee e i pensieri ossessivi sono minacciosi e ansiogeni perch\u00e9 riguardano il timore di essere esposti a un pericolo (&#8220;potrei infettarmi&#8221;, &#8220;potrei far danneggiare mia figlia&#8221;, &#8220;potrebbe esplodere la casa e tutto il palazzo&#8221;) e di essere in qualche modo responsabili e colpevoli di tale pericolo, ovvero di rendersi persone immorali, cattive o pericolose (&#8220;sarebbe colpa della mia superficialit\u00e0&#8221;, &#8220;non ho fatto quando in mio dovere per proteggere i miei famigliari&#8221;).<br \/>\nUn&#8217;idea ossessiva, per\u00f2, pu\u00f2 essere problematica anche per il fatto stesso di essere stata pensata; ad esempio, il soggetto pu\u00f2 essere ossessionato da pensieri erotici o da bestemmie. In questi casi il problema \u00e8 dato dalla consapevolezza che la propria mente ha prodotto quel pensiero, perch\u00e9 tale consapevolezza implica, nel soggetto, il sospetto di essere una persona immorale o pericolosa (&#8220;se ho pensato a questa brutta cosa di mio marito, significa che sono una persona cattiva, un&#8217;immorale&#8221;).<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><a href=\"#primary\"><br \/>\nTorna su<br \/>\n<\/a><\/p>\n<h2 id=\"scuola_\" style=\"text-align: center; margin-bottom: 120px;\">***<\/h2>\n<h2>Difficolt\u00e0 scolastiche<\/h2>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-196\" src=\"https:\/\/www.rosaannavillani.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/t11.jpg\" alt=\"\" width=\"450\" srcset=\"https:\/\/www.rosaannavillani.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/t11.jpg 984w, https:\/\/www.rosaannavillani.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/t11-300x206.jpg 300w, https:\/\/www.rosaannavillani.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/t11-768x528.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 984px) 100vw, 984px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le difficolt\u00e0 di apprendimento, a qualunque livello, possono rappresentare un problema significativo nella carriera scolastica ed \u00e8 importante identificarne accuratamente le cause per poter intervenire in maniera precoce ed adeguata. Il &#8220;non apprendere&#8221; pu\u00f2 dipendere da due classi di fattori:<br \/>\n* ambientali\/esterni al bambino (arretratezza culturale, scarsa stimolazione, degrado sociale, assenze frequenti, difficolt\u00e0 linguistiche);<br \/>\n* individuali (deficit visivi e\/o uditivi, insufficienza mentale, scarso funzionamento di capacit\u00e0 specifiche come linguaggio, lettura, memoria o attenzione).<br \/>\nSulla base di questi elementi \u00e8 dunque possibile identificare due tipi di problematica scolastica: Difficolt\u00e0 di apprendimento: problematica significativa nel percorso scolastico del bambino, pu\u00f2 essere dovuta a svantaggio socio-culturale grave, disturbo di attenzione e\/o iperattivit\u00e0, disturbi emotivi (ad es: ansia, depressione, paure), disturbi comportamentali, scolarizzazione insufficiente, oscillazioni &#8220;normali&#8221; del rendimento scolastico, scarsa motivazione, didattica non adeguata alle caratteristiche del bambino.<br \/>\nDisturbo specifico dell&#8217;apprendimento: significativa difficolt\u00e0 nell&#8217;acquisizione e uso di abilit\u00e0 di comprensione del linguaggio orale, espressione linguistica, lettura, scrittura o matematica, \u00e8 dovuta ad un cattivo funzionamento del sistema nervoso centrale. Per tale ragione questo tipo di disturbi compaiono gi\u00e0 nelle primissime fasi di acquisizione di un&#8217;abilit\u00e0 scolastica e risultano essere pi\u00f9 difficili da trattare. Con questo si intende dire quindi che il termine &#8220;Disturbo Specifico dell&#8217;Apprendimento&#8221; fa riferimento ad una precisa categoria diagnostica e va distinto dalla &#8220;difficolt\u00e0 di apprendimento&#8221;, espressione pi\u00f9 generica che include tipologie molto diverse di difficolt\u00e0 che si possono manifestare nell&#8217;ambito scolastico.<br \/>\nNel caso di disturbo specifico dell&#8217;apprendimento ci troviamo di fronte a bambini intelligenti, spesso anche molto intelligenti, che per qualche ragione non riescono ad apprendere una o pi\u00f9 abilit\u00e0. Si tratta di difficolt\u00e0 di causa incerta: non si sa ancora con certezza, infatti, quale sia il ruolo della componente genetica, in che misura possano essere ereditarie e quali siano esattamente le alterazioni presenti a livello di sistema nervoso centrale. Tali difficolt\u00e0, tuttavia, fanno parte dell&#8217;individuo e accompagnano tutto il suo percorso scolastico.<br \/>\nCi sono tre grandi gruppi di disturbi specifici dell&#8217;apprendimento e sono:<br \/>\n1) disturbi specifici della lettura (riguardano gli aspetti di decifrazione e\/o comprensione del testo)<br \/>\n2) disturbi specifici dell&#8217;espressione scritta (riguardano gli aspetti grafici, ortografici e di espressione)<br \/>\n3) disturbi specifici del calcolo (che riguardano l&#8217;utilizzo dei numeri, le procedure di calcolo e la risoluzione dei problemi)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Normalmente sono gli insegnanti i primi ad accorgersi che il bambino presenta qualche tipo di difficolt\u00e0 (es: particolare lentezza nel leggere, errori frequenti in lettura o scrittura, difficolt\u00e0 nel conteggio o nell&#8217;esecuzione delle operazioni di base, scarsa comprensione dei testi, cattivo segno grafico ) ed \u00e8 importante che segnalino tempestivamente il problema alla famiglia in modo da poter attivare controlli appropriati. Normalmente la diagnosi non pu\u00f2 essere fatta prima della fine della II classe della scuola primaria per lettura e scrittura e della III per il calcolo, anche se gi\u00e0 a partire dall&#8217;ultimo anno della scuola materna \u00e8 possibile l&#8217;identificazione di segnali di rischio (es: difficolt\u00e0 a riconoscere i suoni iniziali delle parole, a giocare con le rime, a contare fino a 10, ecc) sui quali \u00e8 possibile intervenire con un percorso di potenziamento che permetta di ridurre le lacune del bambino prima dell&#8217;ingresso a scuola.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La prima cosa da fare, quando vi \u00e8 una situazione di difficolt\u00e0 scolastica persistente e che sembra non migliorare con un aumento dell&#8217;aiuto a casa o con delle &#8220;ripetizioni&#8221;, \u00e8 rivolgersi ad uno specialista, solitamente uno psicologo che si occupa di et\u00e0 evolutiva e disturbi dell&#8217;apprendimento. L&#8217;obiettivo sar\u00e0 quello di fare una prima valutazione dello stato degli apprendimenti del bambino, andando ad identificare le aree di maggiore difficolt\u00e0. In un secondo momento, se necessario, verr\u00e0 effettuata un&#8217;indagine pi\u00f9 approfondita delle competenze scolastiche emerse come lacunose, per stabilire l&#8217;entit\u00e0 del ritardo scolastico presente e giungere ad una diagnosi. Solitamente una valutazione accurata e completa prevede: valutazione del livello di intelligenza, lettura di brano e di parole isolate ad alta voce, lettura di brano con domande di comprensione del testo, prova di matematica (calcolo scritto e mentale, conoscenza dei numeri e delle tabelline), dettato di brano e parole.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il profilo ottenuto al termine del percorso valutativo ha l&#8217;obiettivo di individuare i punti di forza e di debolezza del bambino e di impostare un opportuno percorso di intervento. L&#8217;intervento riabilitativo o di potenziamento \u00e8 possibile per tutte le difficolt\u00e0 di cui si \u00e8 finora parlato, anche se avr\u00e0 obiettivi, tempi e risultati attesi diversi a seconda delle specifiche situazioni. In molti casi vengono utilizzati anche alcuni strumenti di compenso (calcolatrice, scrittura a computer, sintesi vocale), previsti del resto dalle circolari ministeriali, che possono aiutare il bambino nel suo percorso scolastico. Va detto che i disturbi specifici dell&#8217;apprendimento sono molto resistenti al trattamento e spesso sono necessari tempi molto lunghi e duro lavoro per ottenere dei risultati in questi casi purtroppo non ci si pu\u00f2 aspettare una normalizzazione della situazione ma consistenti miglioramenti sono possibili, soprattutto quando la diagnosi \u00e8 precoce.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><a href=\"#primary\"><br \/>\nTorna su<br \/>\n<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tematiche di Psicoterapia ANSIA PROBLEMI DELLA COPPIA ATTACCHI DI PANICO PAURA E FOBIE AUTOSTIMA STRESS DISTURBI DELL&#8217;UMORE: DEPRESSIONE DISTURBI DI PERSONALIT\u00c0 DIFFICOLT\u00c0 RELAZIONALI ED AFFETTIVE LUTTO OSSESSIONI DIFFICOLT\u00c0 SCOLASTICHE *** Ansia Sigmund Freud definiva l&#8217;ansia come un affetto dell&#8217;IO. 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